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Tipologie mediatiche

Definizione di tipologia

Per tipologia si intende “lo studio delle forme architettoniche, degli elementi comuni (invarianti), delle loro caratteristiche (posizione, numero, forma, dimensione ecc.), delle loro relazioni (parametri), delle loro possibili associazioni (operazioni), che conduce alla formazione di tipi e alla costruzione di serie tipologiche” (Trame U., 1982).
Nello stesso, C. Aymonino afferma che non esiste una definizione univoca di tipo e tipologia, in quanto essi, di volta in volta, vanno definiti in funzione delle finalità della ricerca. La tipologia cioè, è “uno strumento e non una categoria”. Argan sostiene che il tipo architettonico si configura come “uno schema dedotto attraverso un processo di riduzione di un insieme di varianti formali a una forma-base comune. Se il tipo è il risultato di questo processo regressivo, la forma base che si trova non può intendersi come un mero telaio strutturale, ma come struttura interna alla forma” (Trame U., 1982).

Tipologie mediatiche

Le tipologie mediatiche sono in stretta relazione con il sistema mediatico, che può risultare scomponibile in sottoinsiemi in relazione fra loro (tipologie, interfacce, tecnologie ecc.). Individuata la tipologia mediatica più idonea si apre un ventaglio di scelte fra le tecnologie applicabili in relazione agli effetti mediatici richiesti. Sulla base del posizionamento del sistema mediatico dinamico rispetto l’involucro, è stata dedotta una sua possibile classificazione individuando la tipologia applicata e quella integrata.
La tipologia applicata può essere distinta in: applicata esterna e applicata interna. Le tipologie possono essere classificate secondo sistemi di elementi individuati e raggruppati secondo le loro rassomiglianze “attorno ad insiemi che rappresentano le frequenze più comuni (tipi) ” (Kostrowicki, 1959). Nell’analisi del sistema mediatico sono stati rilevati tipi architettonici di tipo complesso, originati da operazioni di combinazione diversa fra componenti e i sistemi di ordine inferiore. Di qui la classificazione che ha individuato i raggruppamenti per applicazione o integrazione dei sistemi all’involucro edilizio, specificando poi ulteriormente la collocazione interna o esterna.

Tipologia applicata
Tipo di sistema mediatico collocato in prossimità dell’involucro, nella parte interna o esterna. La distanza è funzionale alla tecnologia impiegata e alla tecnica costruttiva adottata. Quella esterna è solitamente distanziata dall’involucro per consentire la costruzione di passerelle di manutenzione e ispezione. Quella interna è posizionata nella parte interna dell’edificio rispetto l’involucro.

Tipologia integrata
Tipo di sistema mediatico collocato nel pacchetto dell’involucro costituendone uno degli strati, oppure può essere integrato in uno degli strati stessi (nanotecnologie).
Si possono distinguere tre tipi di integrazione:

  1. integrazione nel pacchetto involucro;
  2. integrazione in uno strato dell’involucro;
  3. integrazione nell’involucro.
Bibliografia

Trame U. (a cura), Tipi architettonici e fatti urbani, Venezia, 1982.

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