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Trapezoforo

Definizione – Etimologia

Voce dotta dal greco trapeza (tavolo) e fero (porto). Sostegno, isolato o in coppia, per un piano orizontale (mensa).

Generalità

Può essere a lastra, decorato sui lati o meno, ma spesso ha le estremità scolpite in forma zoomorfa, o antropomorfa, oppure, come piede isolato, zoomorfo o figurato o ancora di forma circolare e scanalato. Realizzati in marmo, ma anche in pietra o in bronzo, nell’arredo antico i trapezofori sostenevano le mensae, tavoli da centro di servizio al triclinio.
Durante il Rinascimento fu ripreso il modello del tavolo all’antica, con sostegni pieni trapezoidali scolpiti con particolari di corpi animali o umani (teste e zampe di leone, zoccoli equini, sirene, arpie ecc), sia per mobili realizzati in legno (disegni di Androuet du Cerceau e di Vredeman de Vries) che per tavoli con piani in commessi di marmi colorati o in pietre dure (Giacomo Barozzi da Vignola, Tavolo Farnese, Metropolitan Museum of Art, New York).

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