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Travertino

Varietà di travertino estratte nelle province di Roma, Siena e Viterbo.
Varietà di travertino estratte nelle province di Roma, Siena e Viterbo.

Definizione – Etimologia

Roccia sedimentaria calcarea di deposito chimico che si è formata in presenza di laghi, cascate, sorgenti termali. Il termine deriva dal latino Lapis Tiburtinus, denominazione assunta dal litotipo estratto nei pressi di Tivoli e molto diffuso nell’antica Roma.

Generalità

Il travertino è una roccia concrezionata, cioè caratterizzata da porzioni di composizione differente causata dall’accrescimento progressivo della sedimentazione da parte di soluzioni acquose diverse; ha quindi una struttura stratificata, con bande parallele e zonature anche molto marcate segnate da variazioni di colore e porosità. La sua tessitura può presentare tracce di vegetali o molluschi, evidenti in negativo poiché incrostati di calcite e successivamente decomposti.
Il travertino ha colori che vanno dal biancastro, al giallognolo, al grigio argenteo, al verdastro, fino ai toni ambrati, bruni o nerastri. È molto resistente a compressione e non gelivo; più modesta è la sua resistenza all’usura. È facilmente lavorabile ed è suscettibile di lucidatura che, nei tipi più porosi, viene effettuata previa stuccatura. Il travertino è impiegato sia in esterno sia in interno per murature, rivestimenti, pavimentazioni, marcapiani, cordoli e altri elementi architettonici e di design; è utilizzato anche per la scultura. I travertino italiani vengono cavati nel distretto di Tivoli-Guidonia in provincia di Roma (travertino Romano) e nelle province di Siena (travertino di Rapolano), Ascoli Piceno, Grosseto, Viterbo.

Bibliografia

Acocella A., Turrini D. (a cura), Travertino di Siena, Firenze, 2010; Blanco G., Dizionario dell’architettura di pietra, vol. I, Roma, 1999.
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