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Trazione

Definizione – Etimologia

Dal latino trahere, trarre, tirare. Sollecitazione di sforzo normale che tende ad allontanare le sezioni di un elemento strutturale. È l’azione opposta alla compressione, la quale invece tende ad avvicinare le sezioni. La trazione, oltre all’allungamento nella direzione della sollecitazione, provoca anche una contrazione trasversale variabile, in base al coefficiente di Poisson del materiale, tra il 10% e il 30% dell’allungamento.

Generalità

La resistenza a trazione di un materiale è misurata sperimentalmente tramite prove monoassiale su provini prismatici o cilindrici, applicando il carico con aumenti costanti fino a rottura. Tali prove sono frequentemente utilizzate per caratterizzare le proprietà di resistenza dei materiali metallici, quali gli acciai strutturali. Il comportamento a trazione degli acciai è caratterizzato da una elevata duttilità con rottura localizzata nella zona di strizione.
Nei metalli e nel legno (lungo la direzione delle fibre) la resistenza a trazione è sostanzialmente uguale a quella a compressione. Alcuni materiali strutturali, quali il calcestruzzo non armato e la muratura, hanno resistenza a trazione molto minore rispetto a quella a compressione. In tali materiali, la rottura si manifesta con la formazione di fessurazione trasversale e con collasso improvviso.
Nelle costruzioni, gli elementi soggetti a trazione, in genere in acciaio o in legno, sono le catene (utilizzate per assorbire le spinte di archi e volte), le cerchiature (utilizzate per confinare colonne o per assorbire gli sforzi di trazione nelle cupole), le funi (ad es. nei cavi di sospensione o negli stralli dei ponti), i tiranti nelle capriate o nelle travature reticolari ecc.
Alcuni valori del tutto indicativi della resistenza caratteristica a trazione di materiali strutturali sono di seguito riportati in MPa: acciaio normale 400÷500; calcestruzzo 3÷4; legno 20÷40.

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