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Tutela (riqualificazione)

Definizione – Etimologia

Dal latino tuitus, tuéri (guardare, difendere, proteggere, intuire). Cura, protezione e, in modo più concreto, autorità nell’aver cura. La tutela attiva del patrimonio costruito è processo di anticipazione, vigilanza e programmazione, informato alle logiche della condivisione delle responsabilità tra utenti e gestori, della concertazione delle scelte progettuali.

Generalità

Condizione imprescindibile per la tutela attiva è la complementarietà tra conoscenze, esperienze e competenze proprie di domini scientifici diversi, per la conservazione e promozione del capitale costruito. Contemperando approcci multiscalari e multisettoriali, la tutela attiva mette in gioco una idea del sistema insediativo come rete interconnessa edificio/città/ambiente, in cui gli scenari progettuali discendono dalla complessità delle relazioni tra prestazioni degli spazi e istanze degli utenti. La sensibilizzazione di quest’ultimi, la creazione di un senso di proprietà, la trasparenza dei processi decisionali, la condivisione delle responsabilità tra politici, tecnici, cittadini, costituiscono condizioni a supporto dell’attivazione di processi di tutela attiva, che agiscano sulle componenti identitarie dei patrimoni e sulla memoria sedimentata dei siti. Il binomio innovazione/permanenza trova espressione nella proposta di patrimonio costruito come cantiere permanente , luogo in cui, grazie all’enucleazione di indicatori significativi, si mette in essere un’osservazione reiterabile nel tempo, che relaziona sistemi costruttivi, consumi, agenti.
La tutela assurge a tramite privilegiato per un’innovazione che, superando i limiti dello spazio fisico, investe le relazioni tra quest’ultimo e gli impatti indotti su di esso dai gruppi sociali e dai livelli culturali, innescando trasformazioni di natura economica e sociale.

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