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Veduta prospettica

Canal G. A. (il Canaletto), Il ponte dell'arsenale, olio su tela, 1732, Collezione privata, Woburn Abbey Art Gallery, UK.
Canal G. A. (il Canaletto), Il ponte dell'arsenale, olio su tela, 1732, Collezione privata, Woburn Abbey Art Gallery, UK.

Definizione

Il termine indica la raffigurazione pittorica di un luogo naturale o di uno scorcio urbano attraverso l’impiego della rappresentazione prospettica. Come genere pittorico, la veduta prospettica si afferma nella seconda metà del Seicento ma il suo massimo sviluppo avviene nel secolo dei lumi a opera, soprattutto, di Canaletto e Francesco Guardi a Venezia, di Gaspar van Wittel e di Giovanni Paolo Pannini a Roma.

Generalità

La veduta prospettica è caratterizzata da una forte verisimiglianza dell’immagine, determinata da una pratica della prospettiva che può ritrarre situazioni effettive o anche solo immaginate: nella veduta è dunque possibile trovare raffigurate due situazioni solo apparentemente contraddittorie, reale la prima, immaginaria la seconda, accomunate dalla straordinaria capacità di manipolazione il visibile dell’arte della prospettiva, arricchita dalla resa tonale degli effetti atmosferici e luministici.
Le architetture settecentesche e le vestigia dell’antichità sono presentate nei dipinti con caratteristiche simili: il raffinato meccanismo della rappresentazione prospettica, inventato dalla cultura moderna per modellizzare la visione umana, risulta funzionale alla riproduzione sia del vero sia del falso.
In questa forma di rappresentazione del paesaggio – esito di una costruzione culturale – si esprime il desiderio di un’epoca che, alle soglie del cambiamento, ricerca nel passato la conferma dei propri valori, ripresentando immagini arcadiche dell’antichità.
Sul versante opposto, la veduta urbana, sostenuta dall’impiego della camera ottica, nella cospicua produzione di Canaletto per esempio, sembra proporsi come l’antesignana della immagine fotografica per la straordinaria efficacia descrittiva: sulle tele del pittore veneziano, infatti, l’esattezza del disegno prospettico, la chiarezza narrativa della pittura, contribuiscono a restituire una visione oggettiva e razionale della realtà, chiaramente in linea con lo spirito illuminista.

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