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Agger

Roma, sezione del tratto dell’aggere a Piazza dei Cinquecento (rielaborazione da G. Lugli, Itinerario di Roma Antica, Roma, 1975).
Roma, sezione del tratto dell’aggere a Piazza dei Cinquecento (rielaborazione da G. Lugli, Itinerario di Roma Antica, Roma, 1975).

Definizione – Etimologia

Dal latino agger, letteralmente, cumulo di terra. Attraverso il latino volgare arger, ha dato origine al termine argine. In età romana, terrapieno realizzato per finalità militari difensive.

Generalità

L’agger è costituito da un terrapieno contenuto da due compagini murarie di diversa altezza: quella verso l’esterno della città è maggiore e costituisce l’elemento di difesa verso l’esterno (alle cui spalle si appoggia il massiccio di terra, che le conferisce resistenza); quella verso l’interno è notevolmente più bassa e determina una forma “a scarpa” del terrapieno. Nella topografia della Roma regia e repubblicana, l’agger è per antonomasia il tratto delle Mura serviane che si estendeva tra la porta Collina e la porta Esquilina, ovvero nell’unica porzione della città che, correndo sul promontorio del Quirinale-Esquilino, era del tutto priva di difese naturali. Di fronte all’agger si apriva un fossato che, secondo Dionigi e la sua descrizione scrupolosa, misurava 100 piedi in larghezza e 30 in profondità. Le fonti classiche attribuiscono questo complesso a Servio Tullio. Tratti del muro esterno di questa poderosa struttura, attribuibile ad un restauro del 378 a.C., vale a dire dopo l’incendio gallico, si conservano presso l’attuale stazione Termini, per una lunghezza di quasi 100 m e per un’altezza di circa 17 filari. Si tratta di un massiccio costituito da blocchi quadrati di tufo di Grottaoscura, disposti di testa e di taglio.

Bibliografia

Andreussi M., Murus Servii Tullii; mura repubblicane, in Steinby E.M., Lexicon Topographicum Urbis Romae, Roma, 1996, III, ad vocem.

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