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Originarietà

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Definizione – Etimologia

Originario, dal lat. orior, oriens (oriente), primordiale, archetipico, primevo, sorgivo, primitivo, genetico, primigenio, iniziale, fondativo.
Prima fase, genetica, di un edifico, la quale può coincidere o meno con quella odierna. Periodo prediletto dai restauratori ‘stilistici’ e ‘storici’ dell’Ottocento. Si risale alla genesi della consistenza architettonica depurandola da ogni eventuale aggiunta o stratificazione successiva. È un mito radicato nel mondo del restauro e, talora, dell’archeologia.

Generalità

L’architettura, per sua intrinseca natura, è sovente un linguaggio in fieri e non è frequente che il suo, più o meno presunto, status iniziale collimi sostanzialmente con quello odierno. La lunga durata dell’esecuzione, il forte onere finanziario che vi si accompagna, i cambiamenti del gusto, della committenza e degli artefici che facilmente vi si avvicendano sono tutti fattori che dilatano, fino quasi a vanificarlo, il concetto di facies originaria. Al di là di un similare congelamento, l’edificio è una sorta di organismo che si sviluppa diacronicamente; sta a vedere se tali modifiche e innovazioni siano fisiologiche, cioè congrue e comunque non stravolgenti rispetto alle caratteristiche del primo impianto. E, in ogni caso, se, sotto il profilo dei valori in campo, prevalgano quelli della matrice iniziale, ovvero i successivi.
Del resto, un’opera esemplare e soggetta a successioni di mani diverse, come Michelangelo rispetto ad Antonio da Sangallo il Giovane, così il Palazzo Farnese a Roma, è, malgrado ciò, un edificio unitario ed emblematico in tal senso.

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