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Altare

Area sacra di largo Argentina, Roma. Resti dell'altare del tempio B (foto P. Spagnesi).
Area sacra di largo Argentina, Roma. Resti dell'altare del tempio B (foto P. Spagnesi).

Definizione – Etimologia

Dal latino altare o ara, elemento d’arredo esterno o interno a un’area sacra, di un edificio di culto o d’un generico spazio sacro, funzionale alla presentazione di offerte a una o più divinità e allo svolgimento di liturgie o riti anche di tipo laico. Nella religione cristiana è tuttora il luogo centrale di celebrazione della messa e del sacrificio divino a essa correlato.

Generalità e filoni tipologici

Nei tre vari tipi possibili (a mensa, a blocco o a cassa), altari per riti di vario genere e per i sacrifici più diversi sono esistiti presso tutte le culture stanziali e nomadi dalla preistoria in poi e possono essere individuati ancora oggi nell’ambito tanto delle rare antiche società tribali superstiti quanto – con significati completamente altri, ma spesso con forme sostanzialmente identiche – in tutte le culture e gli ambiti areligiosi nel senso classico del termine.

Nella Grecia antica, l’altare costituiva il luogo dello svolgimento di liturgie sacre precise all’interno di un’area sacra (tèmenos), solitamente delimitata e costituita – oltre che dall’altare stesso – da un pròpylon d’ingresso, dallo spazio sacro più o meno a cielo aperto dell’area medesima e da un sacello per la conservazione dei simulacri della (o delle) divinità cui quest’ultima era dedicata.
Nel mondo etrusco-italico, e più propriamente romano antico, troviamo altari di dimensioni le più varie in recinti sacri (templa, aedes) grandi o anche molto piccoli, comunque sempre intesi come luoghi di celebrazione di una liturgia. Uguale scopo avevano gli altari entro i fori, a lato di sepolcri e lungo strade e vie di comunicazione, in alcuni celebri casi isolati anch’essi intesi come vere e proprie costruzioni singole all’interno di recinti propri dedicati. Con l’avvento del Cristianesimo, divenuto luogo di celebrazione della liturgia cristiana, l’altare ha assunto non tanto forme, quanto significati diversi dal passato pagano. Soprattutto, esso era realizzato all’interno degli edifici di culto (per esempio basiliche) e non più all’esterno.
Dal IV secolo in poi è, comunque, per lo più configurato come un parallelepipedo rettangolo nel mezzo di un’area particolare riservata ai presbiteri vicino al fondo della chiesa, a sua volta delimitata da elementi propri d’arredo. A seconda dei casi, l’altare poteva essere addossato alla medesima parete di fondo della chiesa o di una o più cappelle relative, oppure essere nel mezzo di un transetto, sotto un tiburio o una cupola.
In particolare, dopo la Controriforma, dalla seconda metà del XVI e fino alla seconda metà del XX secolo, l’altare è stato sempre costruito in modo che il celebrante volgesse le spalle all’assemblea dei fedeli; soprattutto, si è via via arricchito di importanti elementi decorativi (pale, paliotti, tramezzi, baldacchini), che nel tempo l’hanno spesso reso – soprattutto tra la fine del XVI e il XVIII secolo – un vero e proprio organismo architettonico autonomo, per certi versi anche con un suo spazio indipendente da quello del presbiterio ove era collocato.
Le norme per l’arredo liturgico derivate dal Concilio Vaticano II hanno riportato l’altare alla sua semplice configurazione parallelepipeda delle origini del Cristianesimo, di semplice mensa spoglia d’altro al contorno, anche se talvolta realizzata con materiali preziosi (marmi, metalli, mosaici) e comunque anche tale da permettere di nuovo al celebrante il contatto visivo diretto con i fedeli. A margine di tutto questo, sono degni di nota anche are e altari celebrativi di defunti, caduti o personaggi illustri, realizzati con una certa frequenza in Occidente dal Medioevo in poi, in associazione a monumenti funebri di una certa importanza e anche di dimensioni molto grandi.

Esempi

  • Antico Oriente – Assur: altare di Tukulti-Ninurta I.
  • Antico Egitto – Memfi: altare per l’imbalsamazione del bue Api.
  • Grecia antica – Aegina: altare di Aphaia; Paestum: altare di Atena; Selinunte: altare di Demetra Malophoros; Samo, Heraion: altare di Roikos; Atene, Acropoli: altare di Atena Nike e di Atena Parthenos; Delfi: altare di Apollo di Chios; Nemea: altare di Zeus; Priene: altare di Atena Poliás; Pergamo: grande altare di Zeus.
  • Antichità etrusco-italica e Roma antica – Cosa: altare del Capitolium; Roma: altare delle aedes Fortunae et Matris Matutæ; Gabii: altare di Giunone; Roma: largo Argentina, altare dei templa A e B; foro repubblicano, altare del templum Divi Iulii; foro di Augusto, altare di Marte Ultore; Ara pacis Augustae; fori imperiali, altare del templum Pacis; S. Pietro di Costantino, altare della Confessione.
  • Medioevo – Torcello: cattedrale, altare maggiore; Milano: S. Ambrogio, altare d’oro; Ravenna: S. Apollinare nuovo, altare reliquiario; Roma, S. Maria in Cosmedin, altare maggiore.
  • Età moderna – Cortona: S. Maria delle Grazie al Calcinaio, altare maggiore; Milano, Duomo, altare maggiore; Roma: Gesù, altare maggiore; Roma, S. Pietro di Michelangelo, altare dello Spirito Santo e della Confessione.
  • Età contemporanea – Roma: Cristo Re a viale Mazzini, altare maggiore; Roma (Ostia Lido): altare della chiesa di Nostra Signora di Bonaria; Roma (Tor Tre Teste), altare della chiesa di Dio Padre Misericordioso; Roma (Torrevecchia), altare della chiesa di S. Maria della Presentazione al Tempio.

Bibliografia

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