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Aptero

Dal greco àpteros, da α- privativo e pterón, ala: privo di ali. Indica templi privi di peristasi, e quindi dello spazio porticato (pteron) attorno all’edificio centrale, ampio un interasse nei peripteri (periptero), due nei dipteri (diptero). La definizione si applica all’oikos, la forma più semplice degli edifici di culto greci, costituito da un vano, preceduto o meno da un vestibolo, la cui planimetria è generalmente di forma rettangolare dalle proporzioni allungate (tempio A di Prinias, VII secolo a.C.); le forme più arcaiche possono presentare terminazioni absidate o a forcina (tempio di Athena a Gonnos, VII secolo a.C.). L’aptero è proprio anche dei thesaurói, edifici concepiti per ospitare doni votivi. Aptero è il tesoro distilo in antis dei Sifni a Delfi (circa 525 a.C.) o il tempio di Themis a Ramnunte (V secolo a.C.).

Bibliografia

Livadiotti M., in Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca, Milano, 2007, p. 890.

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