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Ara

L’etimo ha origine dall’umbro, osco e latino arcaico asa, mutato nel latino classico ara. Il verbo ardeo in latino significa “ardo, brucio”: Ara designerebbe, dunque, il sito dove si consuma il sacrificio per mezzo del fuoco. Potrebbe anche derivare dal greco áiro, innalzo, con il significato di luogo elevato. In riferimento alla civiltà classica, ara viene usato in genere come sinonimo di altare. Nell’accezione di mensa per culti privati, si è appreso l’uso che se ne faceva sia in ambienti esterni, come le arae compitaliciae romane, site ai crocicchi, sia in quelli interni, come l’ara dei penati nella casa romana.

Le are si moltiplicarono sia a Roma, sia nel resto dell’Impero in concomitanza con la diffusione del culto della figura dell’imperatore e delle nuove religioni orientali. Sono apertamente ispirate al modello tipologico ellenistico, rappresentato dall’altare di Pergamo, le are celebrative monumentali romane (Ara Pacis Augustae, 13-9 a.C.; Ara Pietatis Augustae, 22-43 d.C.).

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