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Baluardo

Definizione-Etimologia

Dal francese baloart. Nel senso generico del termine, si intende un’opera addizionale di difesa, costituita da un massiccio muro o da un elemento di protezione a scarpa come ulteriore riparo. Galileo Galilei, nel suo Trattato di fortificazione, riprende un’altra etimologia, belli guardia, per indicare una guardia di guerra e, quindi, un elemento difensivo avanzato in fase di guerra. Sempre nel senso più ampio lo intende Carlo Promis, per il quale indica un ramparo, cioè il terrapieno o muro che cingeva alcune fortificazioni, di legname, terra o muro.

Caratterizzazione

Il termine fu utilizzato per indicare ripari nelle brecce di Rodi e Otranto e, dalla seconda metà del XV secolo, indica elementi difensivi che porteranno per gradi e tentativi al baluardo pentagonale della fortificazione “alla moderna”, indicando in origine una struttura completamente muraria rispetto a quella in terra e fascine del bastione (bastione, bastionata). Dal XVI secolo indica, quindi, l’elemento difensivo, in genere pentagonale, costituito da due facce con saliente rivolto verso l’esterno, due fianchi di collegamento con le cortine e una gola per esercitare il fiancheggiamento radente, utilizzando le artiglierie per la difesa della piazzaforte o della fortezza.
Come il bastione, poteva essere doppio, regolare e irregolare, piatto e distaccato. Proprio questa sua struttura muraria porta a legare il baluardo più ai forti (forte), ad esempio quello dell’Aquila, che a elementi difensivi di una piazzaforte. Una struttura muraria, più complessa e lunga da costruire, permetteva però la realizzazione di postazioni di artiglieria in casamatta e su più livelli, con una maggiore possibilità di calibrare le varie parti, ad esempio i fianchi e le loro difese.

Bibliografia

voce “Baluardo”, in Enciclopedia Militare, II, Milano, 1928, pp. 38-39.

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