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Caementa

Pietrame irregolare di diversa pezzatura e, per estensione, ciottoli, frammenti laterizi, rottami in terracotta e qualsiasi altro elemento utilizzato come inerte nella tecnica da costruzione romana dell’opus caementicium. 
Contrariamente al senso di robustezza che oggi il sostantivo evoca, caementum originariamente significa “oggetto spezzato, frammento”, derivando, in quanto contrazione di caed-mentum, dal verbo caedere (“tagliare, frantumare”) e probabilmente dalla radice indoeuropea kad che sta per “dividere, separare”. 
In associazione a calce e sabbia, i caementa costituiscono componenti essenziali del nucleo cementizio. La posa in opera dei caementa si distingue in relazione agli spessori e al ruolo delle murature: prevalentemente si stendeva uno strato di malta nel quale venivano poi adagiati gli inerti, mentre più raro era il premiscelamento a piè d’opera degli elementi.

Bibliografia

Adam J.-P., L’arte di costruire presso i Romani, Milano, 1994; Giuliani C.F., L’edilizia nell’antichità, Roma, 2006.

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