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Camera da letto

Helensburgh (Scozia, GB), Hill House, camera da letto, C.R. Mackintosh, 1904.
Helensburgh (Scozia, GB), Hill House, camera da letto, C.R. Mackintosh, 1904.

Definizione – Etimologia

Locuzione composta dai termini latini camera (dal gr. kamára, volta di una stanza) e lectus (mobile destinato al riposo e al sonno). Già in epoca romana il termine camera aveva assunto il significato generico di vano di un edificio, affiancandosi alla voce cubicolo (lat. cubiculum) che definiva invece il piccolo ambiente, generalmente senza finestre, in cui si dormiva. Solo in epoca moderna la locuzione ha assunto il significato di ambiente privato riservato al riposo.

Derivazione – Processo formativo

Sin dai primi insediamenti umani, una delle funzioni principali dei ricoveri è stata quella di ospitare il giaciglio, uno spazio protetto deputato al riposo. Nella domus romana, evoluzione della casa greca ed etrusca, i cubicoli si organizzano attorno all’atrio. In epoca medioevale si afferma il concetto di alcova, spazio rialzato ricavato all’interno del muro, con l’unico lato aperto schermabile con tende o imposte di legno, da cui deriverà il letto a baldacchino. L. Mumford ha scritto che il carattere intimo dei letti dell’epoca ha preceduto la moderna camera da letto separata, frutto degli studi settecenteschi sui caratteri distributivi degli edifici (J.F. Blondel).
Maurizio Vitta ha affermato che la camera da letto prima di essere uno spazio funzionale è uno “spazio rituale” ed è con questa chiave di lettura che notiamo come dalla metà del XIX sec. specie in Inghilterra sorgano, a fianco della camera da letto (bedroom), ambienti dedicati a ospitare le funzioni di servizio quali la dressing room (che svolge le funzioni di guardaroba-spogliatoio e uscita secondaria) e la sitting room (salottino ad uso privato). Parallelamente si assiste a una tendenza opposta che vede la camera da letto come “mondo” privato, per lo più femminile, attrezzato a svolgere la funzione di piccolo soggiorno con, in prossimità della finestra, uno scrittoio e un ambito per il trucco, un tavolino con sedie per il tè e, a volte, un divano-letto per il riposo diurno. La camera da letto padronale della Hill House di C. R. Mackintosh ne è uno splendido esempio.
Il Movimento Moderno tenderà a ridurre all’essenziale gli aspetti legati alla dimensione intima e introversa della camera da letto puntando sulla funzionalità, praticità e trasformabilità degli spazi e degli arredi (Le Corbusier al Salon d’Automne).
Sembra utile sottolineare come siano stati proprio i letti, con il loro carattere di arredi, attrezzature o microarchitetture, a segnare la storia dell’idea di camera da letto. Dai letti romani, essenziali e funzionali, al letto quattrocentesco che R. De Fusco fa derivare da un cassone, ai cassettoni da parata barocchi, derivazione monumentale dei letti a baldacchino, ai letti come attrezzature spaziali che trasformano la camera da letto in ambiente collettivo o privato in funzione della loro dinamica presenza, ai moderni letti imbottiti con contenitori, interpretazione degli antichi letti trecenteschi, ai letti che si presentano come parte dell’involucro, declinati come estrusioni da pareti o pavimenti (camera da letto di Adolf Loos nel suo appartamento di Vienna), il letto è l’oggetto che fa di una “camera” una “camera da letto”.
Le tendenze contemporanee vedono attorno al letto, che è l’elemento invariante dell’arredo, un variegato mondo di contenitori, oggetti e figure, di apparati ed impianti, per la cura del corpo, per lo svago ed il tempo libero, che rendono la camera da letto un luogo dalle diverse anime: da quella intellettualmente minimalista di J. Powson (Powson House), a quella tradizionalmente confortevole di A. Siza (casa Vieira De Castro) a quella futuribile e iper-tecnologica di W. Sobek (casa R 128).

Bibliografia

Camesasca E. (a cura), Storia della casa, Milano, 1968; Cornoldi A., Architettura dei luoghi domestici, Milano, 1994; Dibie P., Storia della camera da letto, Milano, 1988; Ottolini G., De Prizio V., La casa attrezzata, Napoli, 1993; Praz M., La filosofia dell’arredamento, Milano, 1993; Teyssot G. (a cura), Il progetto domestico, Milano, 1986; Vitta M., Dell’abitare, Torino, 2008.

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