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Cancello, cancellata

Kounellis | Cancello, Cancellata | Progettazione architettonica

Definizione – Etimologia

Dal lat. cancelli, barriera, cancellata, grata; dim. di cancer / carch, sbarra, graticcio. Struttura in legno o metallo costituita da una o due battenti, posta a chiusura di un ingresso o di un passaggio.

Generalità

Quando segna la comunicazione tra uno spazio esterno e uno interno a un recinto, il cancello acquista il significato simbolico di espressione di contenuti e valori dello stesso luogo perimetrato. Esempio tra i più significativi è quello del lager nazista di Auschwitz, in Polonia, dove la scritta “Arbeit macht frei”, posta a macabro cartiglio, ne indicava la funzione di ingresso a un luogo di segregazione e dolore. Al contrario, i gioiosi cancelli disegnati da A. Gaudì denotano l’entrata a uno spazio domestico protetto, ma aperto alla vista esterna, come quello raffinatamente trasparente di casa Vicens a Barcellona (1880), chiuso da foglie di palmette stilizzate, oppure a una proprietà impenetrabile, come nella Finca Güell a Barcellona (1887), dove il Cancello del Drago è posto a guardia dell’ingresso.
Non di rado i cancelli di accesso a luoghi densi di significato sono disegnati da artisti, come nel caso dei cancelli in bronzo all’ingresso del Monumento alle fosse Ardeatine a Roma di M. Basaldella (1949-51) o quello per la Collezione Peggy Guggenheim di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia (1961), realizzato da C. Falkenstein con una struttura “aperta” in ferro e vetro colorato, tema ripreso di recente da J. Kounellis per la porta dell’Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme a Roma (2007).

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