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Cascata

Figura 1 | Cascata | Storia dell'urbanistica

Definizione – Etimologia

Dal lat. volgare casicare, che a sua volta deriva dal lat. cădĕre. Il significato è quello di caduta per un improvviso dislivello del terreno.

Generalità

Le cascate, intese come cadute di masse d’acqua per un salto di quota, sono per lo più presenti in fiumi o torrenti geologicamente giovani e con una portata non in grado di erodere le irregolarità presenti lungo il loro corso. La cascata tende nel tempo a trasformarsi, o modificando l’altezza del salto e divenendo un piano inclinato così da formare una rapida, o creando diverse pendenze molto accidentate, dando vita a cateratte.
La cascata può essere naturale, originata quindi dalla morfologia del territorio, o artificiale, realizzata dall’uomo o per la produzione di energia elettrica o per motivi decorativi legati, storicamente, all’arte dei giardini: specie quando, dopo la metà del XVI secolo, i giochi d’acqua assumono un ruolo importante nella progettazione del giardino e nella costruzione di una natura artificiale per evolversi, nel periodo barocco, in una sempre più elaborata ricerca di effetti scenografici, come nella cascata del parco del Palazzo reale di Caserta.
Elemento naturale o artificiale, la cascata ha avuto e continua ad avere un ruolo determinante nel progetto di paesaggio e talvolta anche nella progettazione di architetture. Un esempio celebre è sicuramente la Casa Kaufmann a Bear Run, in Pennsylvania, che F.L. Wright progettò con l’idea di rendere l’edificio parte integrante della natura.

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