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Ciborio

Da ciborium, trasposizione medievale del greco κιβώριον forse legata all’etimo cibus, riferito al cibo eucaristico o per i defunti. Costituito da quattro sostegni e una copertura, il ciborio serve a fornire protezione e risalto all’altare.
Introdotto a Roma sotto Costantino, si diffonde ben presto in area bizantina; in origine ha forme standardizzate, mentre nel tardo Medioevo si notano differenziazioni tipologiche, tra le quali spiccano i cibori eretti dai marmorari romani, il cui modello viene imitato nell’Italia centrale e meridionale. Alla fine del XIII secolo Arnolfo di Cambio crea un nuovo tipo, i cui caratteri formali e decorativi sono desunti dal gotico rayonnant, gusto che ispira anche il successivo ciborio-reliquiario, struttura che consente di custodire le sacre spoglie a una quota più elevata.

Bibliografia

Ambone, in D.E.A.U., I, Roma, 1968, pp. 565-566; Ciborio, in E.I., X, Roma, 1949, pp. 195-196; D’Achille A. M., Ciborio, in E.A.M., IV, Milano, 1993, pp. 718-735.

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