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Container

Definizione – Etimologia

Termine ingl. derivato da (to) contain, contenere, indica un’attrezzatura specifica dei trasporti, in special modo del trasporto intermodale. Nella tecnica dei trasporti, grande cassa, in genere metallica, a chiusura ermetica, di forma parallelepipeda e misure internazionalmente unificate, impilabile, che viene caricata direttamente nelle stive delle navi, su carri ferroviari aperti, su autocarri e sui grandi aerei da trasporto, per raccogliere le merci al domicilio del mittente e scaricarle a quello del destinatario. Il termine container delinea anche unità prefabbricate spostabili per alloggi provvisori, servizi e uffici ad uso temporaneo o eccezionale, che mutuando dal container da trasporto le dimensioni e gli attacchi, vengono realizzati in serie o ad hoc.

Generalità

L’idea originale del container si fa abitualmente risalire a un’intuizione, nel 1956, di un imprenditore americano nel campo dei trasporti, Malcolm McLean. Questi considerò la comodità ed efficacia di un’attrezzatura che consentiva di caricare le merci e non doverle più movimentare singolarmente sino a destinazione. La containerizzazione ha avuto un impulso notevole nel campo del trasporto marittimo e negli scambi tra America ed Europa fin dagli anni Sessanta.
Nel 1967 nacquero gli standard che oggi conosciamo. Il più diffuso è il container ISO; si tratta di un parallelepipedo in metallo le cui misure sono state stabilite in sede internazionale. A fronte di una larghezza comune di 8 piedi (244 cm) e un’altezza comune di 8 piedi e 6 pollici (259 cm), sono diffusi in due lunghezze standard di 20 e di 40 piedi (610 e 1220 cm). L’uso del modulo ISO per comporre architetture reversibili in contesti urbani a vari usi è oggi sperimentato con successo da molti progettisti, come lo studio Lot-ek. 

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