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Duomo

Dal lat. domus (usato con il significato di chiesa da Paolino d’Aquileia nell’VIII secolo), il vocabolo ha assunto nel linguaggio popolare, in periodo tardo-antico e alto-medievale, il significato di “casa per eccellenza”, in considerazione del prestigio delle maestose testimonianze architettoniche delle dimore imperiali romane nel confronto con l’edilizia corrente, e quindi casa di Dio (domus Dei, espressione già presente in un sermone veronese degli anni 356-380), oppure come forma abbreviata delle formule domus ecclesiae o domus episcopi.
Nel senso di chiesa maggiore, in Italia, dove il vocabolo è impiegato per definire non solo comunemente, ma anche nella letteratura specialistica, edifici quali il Duomo di Orvieto o il Duomo di Milano, risulta sinonimo di cattedrale, ma l’uso è esteso anche a chiese che non sono sede vescovile (Duomo di Monza, retto da un arciprete).
Il termine è usato con il significato di cattedrale nei territori germanici (esempio: Dom zu Köln), dove è presente anche nella forma Domkirche, e in parole composte come Kaiserdom (cattedrale con cori contrapposti). Nelle aree linguistiche francese e inglese, i vocaboli di analoga derivazione etimologica (francese, dôme; inglese, dome), originariamente riferiti a chiese dotate di cupola, definiscono specificamente questo elemento architettonico, quale simbolo di magnificenza e potere.
Dal tardo-medioevo era preposto alla costruzione e alla manutenzione dell’edificio un ente apposito (opera del duomo o fabbrica del duomo), che, in alcuni casi, mantiene ancora oggi compiti di tutela del suo patrimonio storico-artistico.

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