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Fienile

Schuurbain, Zedelgem (Belgio), Fienile, architetti Atelier Vens Vanbelle, ingegnere UTIL, 2010 (foto Atelier Vens Vanbelle).
Schuurbain, Zedelgem (Belgio), Fienile, architetti Atelier Vens Vanbelle, ingegnere UTIL, 2010 (foto Atelier Vens Vanbelle).

Definizione-Etimologia

Dal latino fenilia o faenilia, derivato da fenum (fieno). Fabbricato rurale speciale destinato allo stoccaggio e all’essiccazione del fieno. Può essere costruito in legno, in pietra, in muratura e talvolta con tecniche miste, secondo l’area culturale di appartenenza.

Generalità

Dalla semplice conformazione del covone di fieno, strutturato per la conservazione del foraggio senza un involucro esterno, derivano i tipi più semplici in legno senza pareti e costituiti da pali verticali di sostegno con una tettoia di copertura: si arriva poi processualmente a strutture più complesse in muratura, con archi e capriate, e oggi in acciaio o cemento armato, aperte sui fianchi, oppure transennate con motivi traforati nelle pareti perimetrali per consentire la circolazione naturale dell’aria all’interno. Nell’architettura tradizionale rurale il fienile viene spesso collocato sopra la stalla per facilitare la discesa del fieno per il bestiame tramite aperture nel solaio in legno. Eppure, come raccomandava già Vitruvio (VI, vi, 5), il fienile andrebbe razionalmente organizzato in una costruzione separata ed esterna al perimetro dell’edificio principale per evitare il rischio di propagazione del fuoco in caso di incendio. Nell’architettura contemporanea i fienili tradizionali sono frequentemente oggetto di restauro, oppure di ristrutturazione, spesso con una nuova destinazione funzionale: sono rari invece gli esempi di fienili contemporanei dotati di qualità architettonica.
Chiesa a fienile, tipo di chiesa francescana di derivazione cistercense (secc. XII-XIII) costituita da un aula unica con tetto a capanna.

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