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Fondazione

Definizione – Etimologia

Dal latino fundatio, è l’atto di inizio della costruzione di edifici o città.

Generalità

Nella fondazione di un edificio intervengono diversi fattori che, a seconda delle epoche storiche e delle civiltà, hanno avuto un peso significativo sia per le dinamiche costruttive che per la definizione del tessuto insediativo e degli abitati. Mentre la natura del terreno richiede la messa a punto di diversificate tecniche costruttive e l’impiego di differenziati materiali edilizi, la scelta del luogo ha dirette connessioni con l’impianto urbano.
Significativi riferimenti all’atto di fondazione sono compresi nel trattato di Vitruvio che individua nella solidità e nella salubrità e fertilità del terreno i requisiti del ben costruire. In età moderna L.B. Alberti definisce l’importanza della scelta del luogo ovvero “la conformazione che dovrà essere decorosa e ridente”, mentre l’area “deve essere perfettamente solida per sua natura o esser resa tale artificialmente” (L. I, VIII). Sulla medesima falsa riga sono i trattati architettonici del Cinquecento: uno per tutti I quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio (L. I, VII). Su tali tematiche si sono confrontati trattati e pratiche del costruire fino alla prima età industriale.
La pratica di fondazione di edifici e complessi architettonici conosce una relativa continuità nell’Europa preindustriale e bisogna arrivare al XIX secolo perché si verifichi un progressivo superamento dei vincoli legati alla geografia e alla natura del terreno, grazie all’introduzione di nuovi materiali edilizi e tecniche costruttive innovative; la ubicazione viene demandata agli interessi della collettività (piani regolatori e di costruzione) o, al contrario, agli interessi speculativi tanto di gruppi quanto di singoli. L’atto di fondazione assume valenza pubblica negli edifici e nelle strutture di interesse collettivo.
Altri sono gli elementi che presiedono, invece, alla fondazione della città: insieme alla natura e geografia dei luoghi assume importanza prevalente la funzione prevista nell’ambito della organizzazione del territorio, che si traduce anche nella forma e qualità del disegno urbano, come nel caso della fondazione di città militari o di centri di mercato e scambio.
Nel mondo occidentale la fondazione di città ha interessato tutte le epoche storiche, mentre sono stati messi a punto trattati ed elaborazioni teoriche indirizzate a fornire modelli e tipologie adatte alle diverse esigenze e realtà territoriali.
Una significativa svolta nella fondazione di città si registra nel XIX secolo, in coincidenza con il sorgere delle problematiche legate alla crescita industriale e il definirsi di nuove realtà statuali, soprattutto nelle Americhe dove si assiste alla fondazione di nuove città capitali di nazioni o di stati federali, come Adelaide (1837), Ottawa (1858), La Plata (1882).
Ma nel corso dell’Ottocento tutti i continenti sono interessati dalla fondazione di città: legate a interessi di ordine industriale e commerciale sono Singapore (1819), Melbourne (1835), Porto Said (1859); connesse all’attività mineraria S. Francisco (1849), Johannesburg (1891); legate alla organizzazione ferroviaria Vladivostok (1860), Oklahoma City (1890) e, in Cina, Port Arthur e Danly. All’inizio del Novecento risale la fondazione di Nuova Dehli (1912) e Canberra (1911-1920). Un significativo fenomeno di fondazione di città interessa l’Italia negli anni ’30 del Novecento quando, in coincidenza di importanti operazioni di organizzazione del territorio (ad esempio, la bonifica dell’Agro Romano), si costruiscono città come Littoria (1932), Sabaudia (1934), Pontinia (1935), Aprilia (1937), Guidonia (1937), Pomezia (1939), mentre in Sardegna Mussolinia (1930) e Carbonia (1937). Importante significato con riferimento alla storia insediativa d’età contemporanea assume infine la fondazione delle due nuove capitali di Brasilia (1957) e Chandigarh (1950-52) negli anni ’50 del Novecento.

Riti e miti

Come inizio della costruzione di un edificio o di un nucleo abitato, presso numerose civiltà la fondazione è stata accompagnata da riti che trasferivano l’atto del costruire nella sfera del sacro e del mito. Pur nella amplissima morfologia dei riti di fondazione, sono tuttavia riscontrabili alcuni tratti elementari comuni: lo spazio scelto per la costruzione è assimilato al centro dell’universo e l’atto di fondazione è intimamente connesso con la cosmogonia. Entrambe le condizioni sottraggono la costruzione alla precarietà del profano per conferirle dignità e stabilità, collocandola in uno spazio e in un tempo sacro. Di qui le varie pratiche divinatorie e geomantiche che precedono la fondazione per determinarne il luogo e il momento, nonché le cerimonie purificatrici delle fondazioni e del tracciato della nuova costruzione. Presso molte popolazioni il rito comprendeva anche un sacrificio, non escluso quello umano.
Nei miti greci di fondazione sono ricorrenti figure di animali-guida che indicano il luogo dove sorgerà la città e vi conducono l’eroe fondatore che si inginocchia nel luogo destinato, come avviene per la fondazione di Tebe a opera di Cadmo. Nel caso della fondazione di Roma gli atti compiuti da Romolo trovano un preciso riferimento nella disciplina augurale; dopo l’esito positivo del rito augurale Romolo scaglia la sua lancia che si conficca nel suolo del Palatino dove mette le fronde, simboleggiando così la presa di possesso, cui segue l’atto costitutivo della nuova città il cui territorio viene delimitato dal solco primigenio.
La sacralità cristiana e i suoi intrecci con elementi della sacralità precristiana e della magia intervengono nei riti che presiedono alla fondazione di edifici religiosi, civili, pubblici e privati, della città di antico regime. Nella costruzione di edifici religiosi l’atto di fondazione è accompagnato da processioni e dall’ostensione di reliquie di santi cui la chiesa è dedicata. Diverse sono le consuetudini che presiedono alla fondazione di palazzi di particolare valenza politica, anche privati, come nel caso di palazzo Strozzi che vide la partecipazione della popolazione, invitata a gettare nelle fondamenta monete e fiori.
Una ritualità ispirata a componenti astrologiche unite a criteri di propiziazione religiosa e di affermazione del potere sul territorio da urbanizzare presiede alla fondazione di città in epoca moderna, nel continente europeo come nelle Americhe. Nelle civiltà moderne e industrializzate vi sono residui, laicizzati o religiosi, di antichi comportamenti rituali che si ritrovano negli atti riguardanti le inaugurazioni e le benedizioni delle nuove costruzioni: in particolare nella posa della prima pietra, sulla quale viene impressa la data di inizio dei lavori, oppure nella deposizione di oggetti augurali nelle fondamenta, come monete, pezzi di ferro, corni, ferri di cavallo, o, nei Paesi di religione cattolica, anche nelle particolari preghiere che accompagnano la posa della prima pietra o la conclusione della costruzione.

Bibliografia

Cardini F. (a cura), La città e il sacro, Milano, 1994, pp. 345-370; Eliade M., Il sacro e il profano, Torino, 1984; Franchetti Pardo V., Miti e riti del costruire: secoli XII-XVI, in Rikwert J., L’idea della città, Milano, 2002; Morini M., Atlante di storia dell’urbanistica, Milano, 1963; Sica P., Storia dell’Urbanistica. Il Novecento, Bari, 1978.

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