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Fonte (urbanistica e paesaggio)

Strati informativi attivabili dall'interfaccia di consultazione Google Earth.
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Definizione Etimologia

Il termine fonte (dal latino fontem) individua il principio, l’origine da cui qualcosa emana o proviene direttamente. Condivide la radice del verbo fundere: spargere, versare. Come molte definizioni evidenziano, l’accezione è duplice: nel senso di “sorgente” (elemento da cui qualcosa sgorga) e di “fontana” (vasca, bacino di raccolta di quanto sgorga).
Questa latitudine semantica si riscontra in relazione alle varie discipline e in letteratura si trova indicato come fonte ora l’operazione di rilevamento dei dati, ora la loro restituzione organizzata, ora il soggetto che li mette a disposizione. Per la storia, ad esempio, sono fonti le testimonianze originali, coeve agli avvenimenti che costituiscono la documentazione necessaria alla loro ricostruzione; in statistica sono fonti le serie ordinate di dati a cui si può attingere per conoscere un fenomeno; le fonti del diritto sono quelle da cui scaturisce il diritto oggettivo.
In urbanistica si considera fonte tutto ciò che costituisce informazione di partenza per ulteriori operazioni, sia quella ottenuta per investigazione diretta, sia quella esito di precedenti elaborazioni di altri soggetti, istituzionali e non, deputati alla raccolta e divulgazione dell’informazione stessa.

Natura e uso 

Con riferimento alla diversa provenienza, si è soliti distinguere tra fonti dirette e indirette.
Sono dirette le fonti non preventivamente elaborate: dati, informazioni e documenti di prima mano, originali in quanto assunti per la prima volta con funzione conoscitiva o probatoria. Per gli storici, ad esempio, si può trattare di documenti scoperti o resi finalmente accessibili, per i sociologi di interviste, per gli architetti e urbanisti di rilievi in base a sopralluoghi.
Sono indirette le fonti che forniscono elaborazioni di dati, informazioni e documenti resi coerenti, ordinati logicamente e temporalmente, eventualmente per serie. Tra le fonti indirette assumono particolare rilevanza quelle organizzate in collezioni, raccolte e archivi, in quanto l’omogeneità dei dati e le procedure standardizzate di ordinamento garantiscono l’attendibilità delle informazioni e rendono possibile l’accumulo e l’aggiornamento.
L’urbanistica utilizza prevalentemente fonti indirette, più facilmente accessibili e complete, ricorrendo a quelle dirette quando le prime risultano insufficienti per livello di approfondimento e specificità o per capacità di intercettare fenomeni e dinamiche territoriali insorgenti. I principali bacini da cui attinge sono costituiti dalle banche dati degli istituti di statistica, dalle collezioni degli istituti cartografici, dalle biblioteche e dagli archivi di diverse istituzioni (statali, regionali, locali, ecclesiastiche). Il ventaglio delle fonti è diversificato per la loro natura ed è complessivamente ampio, comunque variabile rispetto al tipo di analisi e di strumento urbanistico.

Tipi di fonti 

Da più parti si riconoscono difficoltà nell’individuare i criteri in base ai quali operare un ordinamento delle fonti, anche per il ruolo differente che esse hanno nei diversi campi disciplinari.
In relazione alla natura molteplice e spuria delle fonti a cui ricorre l’urbanistica, ai principali argomenti dell’analisi, ai linguaggi prevalenti entro le diverse forme documentali, si possono distinguere tre principali tipi di fonti: numerali, figurate, scritte e orali. Le prime sono ampiamente condivise con le discipline economiche e sociali, le seconde con quelle geografiche e storiche, le ultime con quelle sociali e storiche.
Sono fonti numerali: i censimenti relativi a popolazione, abitazioni, attività economiche (agricoltura, artigianato, industria, commercio e servizi); le rilevazioni extracensuarie su profilo e dinamiche di popolazione, occupazione e imprese, sugli immobili e l’attività edilizia, su opere pubbliche, traffico e trasporti; i repertori sintetici di dati aggregati a diversi livelli territoriali (provinciale, regionale, nazionale); le basi di dati composte attraverso specifici studi e ricerche ad opera di diversi istituti.
Le fonti figurate sono di tante specie e comprendono: carte pre-geodetiche e geodetiche (storiche o contemporanee, tra cui si possono distinguere carte catastali, topografiche, tematiche); rappresentazioni cartografiche comprese nei tanti strumenti di governo e tutela del territorio (dai piani comunali a quelli di coordinamento provinciali, dai piani territoriali e paesistici delle regioni a quelli di assetto idrogeologico); fotografie aeree (ortofoto e ortofotocarte) e satellitari; raffigurazioni storiche e artistiche (dipinti, disegni, stampe, fotografie d’epoca e contemporanee); restituzioni grafiche di sopralluoghi e rilievi.
Tra le fonti scritte e orali si possono annoverare monografie e riviste, rapporti di ricerca, interviste e questionari.
I principali soggetti produttori, detentori, divulgatori di fonti strutturate sono: istituti di statistica (ISTAT ed EUROSTAT); centri e istituti di ricerca (soprattutto il CNR e gli istituti a esso afferenti); ministeri competenti su diverse materie; istituti ed enti di documentazione e controllo (tra cui Istituto geografico militare, Istituto idrografico della marina, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Corpo forestale dello stato, Agenzia del territorio, Genio civile, Autorità di bacino, Sovraintendenze); enti territoriali e locali (regioni, provincie, comuni, comunità montane); istituzioni e organizzazioni del mondo del lavoro (camere del commercio industria artigianato agricoltura, uffici provinciali del lavoro, enti previdenziali, sindacati, associazioni di categoria) e terzo settore; enti di gestione di servizi e infrastrutture (aziende/distretti socio-sanitari, enti di bonifica, aziende e società di gestione di porti, aeroporti, ferrovie, strade e autostrade); istituti di credito e fondazioni bancarie.

Fonti ibride

Le innovazioni nel campo delle tecnologie digitali e dell’informazione stanno producendo profondi cambiamenti nelle fonti disponibili, con modifiche che investono le modalità di raccolta dei dati e l’organizzazione degli insiemi, le forme dei documenti e l’accessibilità. Operatori di ricerca e dispositivi di consultazione basati su piattaforme specializzate -come i software gis- o open source -come Google Earth-, associazioni e intersezioni di dati eterogenei sono alcune delle principali trasformazioni che creano nuove fonti dal carattere ibrido, ossia di natura e tipi diversi, prodotte da più soggetti.
Per l’urbanistica mutano le possibilità di reperimento dei dati (disponibili on-line entro diversi archivi e raccolte), di loro consultazione (attraverso interrogazioni multiple sempre meno predeterminate) e di trattamento in vista di molteplici output possibili.

Bibliografia

Airaldi L., L’analisi urbanistica. Guida alla formazione del Piano Regolatore Generale, CittàStudi, Milano,1990; Carbonara L., Le analisi urbanistiche. Riferimenti e metodi, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1992; Carozzi C., Longhi G., Rozzi R., Popolazione, suolo, abitazioni. Introduzione all’analisi dei fenomeni urbani, CEDAM, Padova, 1978; Natali C., Risorse e analisi del territorio, Alinea, Firenze, 1998; Romei P., Petrucci A., L’analisi del territorio. I Sistemi Informativi Geografici, Carocci, Roma, 2003; Selvini A., Guzzetti F., Cartografia generale tematica e numerica, UTET, Torino, 1999; Zajczyk F., Fonti per le statistiche sociali, Franco Angeli, Milano, 2000.

(in collaborazione con Andrea Di Giovanni)

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