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Priene  Pianta | Ginnasio | Storia

Dal greco γυμνάσιον, da γυμνάζω (esercitarsi nudi). Istituzione greca gestita da magistrati locali, i ginnasiarchi, finalizzata alla παιδεία, l’educazione fisica e culturale dei giovani che, divisi in fasce di età (paides, neoi, efebi) potevano frequentare strutture dedicate, tanto che la triplicazione dei ginnasi era frequente (Atene, Pergamo, Kos), ma ginnasi sono presenti anche nei principali santuari (Olimpia, Delfi).
Il ginnasio è composto da una corte porticata, la palaìstra, accessibile da un propileo e pavimentata di terra battuta; sui portici affacciano vani il cui diverso impiego è noto da Vitruvio (V,11), il quale fornisce la terminologia di ciascun tipo di ambiente in base al suo utilizzo. Il più importante, destinato a lezioni e conferenze, è l’ephebèion, di solito situato in posizione assiale e configurato come una grande esedra aperta sul portico con un diaframma di colonne (Priene, Olimpia, Mileto). Esistono poi installazioni per il bagno (loutròn), sale per l’addestramento sportivo (korykeion e sphairistèrion, quest’ultimo noto da altre fonti) o per le aspersioni di olio e sabbia (konistèrion); l’elaiothèsion era poi il deposito dell’olio per ungere il corpo, molto dispendioso e di cui si faceva un uso intensivo. Altro ambiente noto da fonti diverse da Vitruvio è lo spogliatoio (apodytèrion), presente in ogni impianto di palestra-ginnasio. In connessione con un ginnasio, vi può essere anche un vero e proprio stadio, o uno stadio per gli allenamenti (paradromìs), oppure un portico misurato per l’esercizio della corsa al riparo (xystòn).

Bibliografia

Delorme J., Gymnasion, Paris 1960.

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