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Incrostazione

Definizione

Deposito compatto e stratiforme di natura inorganica o biologica aderente al materiale originale dell’opera, in genere intonaco o pietra.

Origine inorganica

Le incrostazioni di origine inorganica sono in prevalenza composte da carbonati insolubili all’acqua derivanti dallo scorrimento di acque dure sulle superfici (ad esempio sulla pietra delle fontane) o dalla ricristallizazione in superficie del carbonato di calcio contenuto negli impasti delle malte (ad esempio sugli intonaci dei dipinti murali). Tale ricarbonatazione, che può avvenire anche a intonaco asciutto, provoca la formazione di veli biancastri assai tenaci più o meno spessi che offuscano le superfici dipinte, e sono di difficile rimozione.

Origine biologica

Le incrostazioni di origine biologica sono determinate dalla crescita sulle superfici, in genere pietre e intonaci esposti all’aperto, di microrganismi che formano uno strato superficiale che può essere anche di notevole spessore e consistenza. I principali microrganismi coinvolti in questo tipo di degrado sono le alghe in genere verdi o nere, raramente gialle, rosa o rosse e i licheni crostosi che possono essere gialli, arancio, verdi, grigi e neri. Le strutture biologiche di questi organismi vegetali sono spesso tenacemente ancorate alla pietra, caratteristica che ne rende difficile l’asportazione completa.

Bibliografia

Caneva G., Nugari M.P., Salvadori O., Biology in the conservation of works of art, Roma, 1991
Metodi di controllo del biodeterioramento, Raccomandazioni normal CNR, vol. 30-89, Roma, 1991; Nimmo M. (a cura), Pittura Murale, proposta per un glossario, Bergamo, 2001.

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