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Longobarda, architettura

Brescia, S. Salvatore.
Brescia, S. Salvatore.

Il regno longobardo nell’Italia settentrionale

I Longobardi erano una popolazione germanica stanziata originariamente nell’area scandinava, che penetrò in Italia nel 568 (o 569) per fondare un regno stabile, durato fino alla conquista da parte dei Franchi, guidati da Carlo Magno, nel 774.
L’architettura lombarda è oggi poco conosciuta, data la scarsità di edifici giunti fino a noi e le limitate notizie ricavabili dai documenti, in particolare dall’Historia Langobardorum di Paolo Diacono. Le raccolte di leggi documentano però l’intensa attività dei magistri commacini, gruppi organizzati di maestranze edili che si spostavano sul territorio in base alle richieste della committenza.
Dopo la prima fase di conquista militare, i Longobardi fondarono un regno, con capitale a Pavia, con un’organizzazione periferica del potere basata sui duchi, capi militari dotati di funzioni pubbliche. L’interesse verso le opere monumentali si verifica a partire dalla conversione al cattolicesimo, e la prima committenza segnalata dalle fonti è la chiesa di S. Giovanni Battista a Monza, voluta dalla regina Teodolinda all’inizio del VII sec. Nella città di Pavia dovevano esistere sicuramente importanti edifici connessi alla presenza della sede regia, ma quasi nulla si è conservato. Informazioni significative sopravvivono per la chiesa di Santa Maria in Pertica, a destinazione funeraria, che presentava una pianta centrale con ambulacro interno di colonne.
A Cividale del Friuli si conserva la cappella di Santa Maria in Valle (detta “Tempietto longobardo”): una struttura a pianta quadrangolare, formata da un’aula quasi quadrata e da un presbiterio tripartito, voltato con tre piccole botti parallele, sorrette da architravi. Un fastoso apparato decorativo, con figure femminili in stucco, cornici e modanature, rappresenta l’elemento più originale dell’opera. La datazione del Tempietto è controversa: alcuni studiosi lo considerano una struttura unitaria dell’VIII sec., dovuta alla committenza ducale, mentre altri riferiscono le decorazioni all’età carolingia. Dibattuta è anche la datazione dell’attuale basilica ipostila di S. Salvatore a Brescia, fondata alla metà dell’VIII sec. dal re Desiderio e da sua moglie.

I ducati di Spoleto e Benevento

Nell’Italia meridionale i Longobari stabilirono i due importanti sedi ducali a Spoleto e a Benevento, dove sopravvivono tracce della loro architettura. A Spoleto venne realizzata la grande basilica di S. Salvatore, con impianto basilicale a tre navate, spartite da colonne di reimpiego, cappelle quadrate poste di fianco all’abside e cupola sul presbiterio.
Il Tempietto del Clitunno, presso Spoleto, presenta invece una struttura che imita il tempio romano in antis, realizzata con l’utilizzo sistematico di elementi di spoglio. Per questi edifici permangono forti incertezze cronologiche, ma oggi prevale per entrambi una datazione intorno al 700.
Infine a Benevento venne realizzata dal duca Arechi, poco dopo il 760, la chiesa a pianta centrale di S. Sofia, con doppio ambulacro interno e mura perimetrali disposte con un’originale tracciato a zig-zag.

Bibliografia

Bertelli C., Brogiolo G.P. (a cura), Il futuro dei Longobardi: l’Italia e la costruzione dell’Europa di Carlo Magno, Milano e Brescia, 2000; Brogiolo G.P., Chavarría Arnau A. (a cura di), I Longobardi. Dalla caduta dell’Impero all’alba d’Italia, Milano, 2007; Emerick J.J., The Tempietto del Clitunno near Spoleto, Pennsylvania University, 1998; Jäggi C., San Salvatore in Spoleto, Wiesbaden, 1998; L’Orange H.P., Torp H., Il tempietto longobardo di Cividale, Roma, 1977; Menis G.C. (a cura), I Longobardi, Milano, 1990.

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