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Prospetto

Cenotafio di Newton, prospetto, Étienne-Louis Boullée, 1784.
Cenotafio di Newton, prospetto, Étienne-Louis Boullée, 1784.

Definizione – Etimologia

Il termine deriva dal latino prospectus, derivato di prospicĕre guardare innanzi, composto di pro– e specĕre guardare.
Il prospetto indica in genere la visione di un oggetto (o di un edificio) su un piano verticale; si usa come sinonimo di fronte o facciata. Messo in correlazione con la pianta e la sezione, consente di ricomporre idealmente la configurazione spaziale dell’oggetto, descrivendolo in maniera compiuta.
Dal punto di vista geometrico il prospetto si ottiene proiettando i contorni dell’oggetto in esame su un piano verticale posto a una certa distanza da esso ovvero su un piano che non seziona l’oggetto stesso. Analogamente a quanto avviene per la pianta e la sezione, la rappresentazione in prospetto presuppone l’impiego di opportune convenzioni grafiche: in genere il prospetto di un edificio è composto da linee di uguale spessore (poiché tutte proiettate) eccetto la linea che individua l’intersezione del piano verticale su cui è preso il prospetto con il terreno su cui poggia l’edificio, definita linea di terra, che viene disegnata con spessore maggiore.

Cenni storici

È Vitruvio a teorizzare per primo la rappresentazione in prospetto, con il nome di ortographia, come parte della dispositio assieme alla ichnographia (pianta) e alla scaenographia (prospettiva). In seguito Leon Battista Alberti codifica quale prerogativa del disegno architettonico questa forma rappresentativa, differenziando l’opera grafica del pittore da quella dell’architetto. Il ruolo del prospetto nella progettazione è definitivamente sancito da Raffaello che, nella celebre lettera del 1519 a papa Leone X afferma come il disegno d’architettura si divida “in tre parti delle quali la prima si è la pianta, o – vogliam dire – el dissegno piano; la seconda si è la parete di fuora, con li suoi ornamenti; la terza è la parete di dentro, pur con li suoi ornamenti”. In maniera analoga a quanto avviene per la pianta, il Movimento Moderno introduce per il prospetto caratteri innovativi determinanti grazie al concetto di facciata libera, in cui le pareti sono svincolate dalla posizione degli elementi strutturali portanti.

Sensi usati in architettura

Di uso pressoché esclusivo è il significato direttamente connesso alla genesi geometrica del prospetto, consistente in un diagramma, in genere riprodotto attraverso una opportuna scala di rappresentazione ridotta rispetto al reale, usato per descrivere la forma di un oggetto o di un edificio. Il prospetto, così come la sezione, è spesso corredato da informazioni aggiuntive, solitamente relative alle quote di livello, che vengono indicate in corrispondenza dei vari piani di cui si compone l’edificio. È consueto che, al fine di descrivere compiutamente le specifiche peculiarità dell’organismo edilizio considerato, vengano disegnati quattro prospetti, corrispondenti alle viste prese da altrettanti piani verticali paralleli alle principali facciate dello stesso. Ciò può considerarsi superfluo se l’edificio presenta caratteristiche di regolarità e simmetria tali da rendere sufficienti a una corretta interpretazione un numero inferiore di disegni.
Di uso limitato, soprattutto in architettura, è il termine prospetto per indicare una tabella o uno specchietto riassuntivo riportante dati o informazioni espressi in forma sintetica.

Bibliografia

Ackerman J.S., Convenzioni e retorica nel disegno architettonico, in Ackerman J.S., Architettura e disegno. La rappresentazione da Vitruvio a Gehry, Milano, 2003; Docci M., Maestri D., Storia del rilevamento architettonico e urbano, Roma-Bari, 1993.

Progetto per il palazzo municipale di Legnano, prospetti, Vittorio De Feo, 1974.

Progetto per il palazzo municipale di Legnano, prospetti, Vittorio De Feo, 1974.

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