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Sacello

Ercolano, collegium degli Augustales, sacello.
Ercolano, collegium degli Augustales, sacello.

Definizione – Etimologia

Dal latino săcellum, diminutivo di săcer (sacro). Indica un luogo di culto di piccole dimensioni, dotato di recinto (septum), privo di copertura e dedicato a una divinità minore. Se lo spazio lo permetteva vi erano contenuti, oltre all’ara, anche statue, edicole, una fontana e un tavolo per i sacrifici.

Generalità

Presso i Romani i sacelli potevano essere pubblici o privati. A Roma erano numerosi ma, nella maggior parte dei casi, sono noti solo dalle fonti. Del sacello di Venere Cloacina, posto accanto alla Basilica Emilia, resta un basamento circolare in marmo sul quale appoggiava una piccola costruzione. È noto che avesse un basso recinto circolare all’interno del quale erano collocate probabilmente due statue di divinità; del sacello di Iuppiter Iurarius, sull’Isola Tiberina, rimane solamente un mosaico riportante il nome della divinità. Nella parte più alta della via Sacra esisteva un Sacellum Magnae Matris e un Sacellum Martis era eretto sul Campidoglio. Presso il Circo Massimo era situato il Sacellum Murciae e sull’Esquilino e sul Campidoglio quelli dedicati a Giove Dolicheno e a Giove Conservatore.
Nella sede ercolanense del collegium degli Augustales è presente un sacello, ben conservato, che venne dedicato, come ricorda l’iscrizione ancora in sito, ad Augusto, ancora vivente. Le basi ai lati delle colonne d’ingresso sostenevano le statue di Giulio Cesare e Augusto divinizzati e, sul fondo, è rappresentata una corona di alloro. Il pavimento è in marmo pregiato e le pareti sono dipinte in quarto stile.
Vengono definiti sacelli, per estensione, piccole costruzioni legate al culto (edicole, nicchie) e piccole grotte sacre. Nell’architettura cristiana il termine sacello indica una cappella all’interno di una chiesa o in un luogo isolato.

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