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Soggiorno

Definizione – Etimologia

Dal lat. parlato subdiurnãre, composto dal prefisso sub con diurnus (giorno), il soggiorno è l’ambiente destinato alle attività comuni e diurne di chi risiede in un alloggio.

Derivazione – Processo formativo

Il soggiorno inteso come luogo specifico deputato a trascorrere il tempo lasciato libero dagli impegni di lavoro dedicandosi ai propri interessi o all’incontro e allo scambio, assume la sua configurazione moderna in Europa a partire dal XVII secolo quando, a partire dai Paesi Bassi, l’affermarsi del ceto borghese e mercantile consente l’elaborazione una idea di abitare incentrato sui concetti di privatezza e domesticità.
In quell’epoca le dimore nobiliari avevano ampi vani posti in sequenza dove si svolgevano le attività legate alla vita sociale quali ricevimenti e feste. Tra il XVIII e il XIX sec. si afferma l’ambiente del salotto che possiamo definire una specializzazione del soggiorno orientata a una dimensione più confortevole dell’abitare, meno legata agli aspetti ludici della convivialità e più al confronto intellettuale. I salotti letterari saranno i luoghi in cui si formeranno gran parte delle correnti di pensiero che animeranno, in parte non trascurabile, il corso della storia politica e culturale occidentale moderna.
L’idea di privatezza e domesticità di stampo nord-europeo si fonderà, nel corso del XIX sec. con il concetto di confort, sviluppatosi negli ambienti aristocratici francesi, e quello di agio di stampo anglosassone, dando luogo ai principi abitativi che, cercando di soddisfare i bisogni delle nuove classi borghesi, nate sulla scia dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione, costituiranno la base su cui si svilupperanno gli interni domestici dei secoli successivi. Tra tutti gli ambienti il soggiorno è forse quello che meglio riassume l’idea di abitare borghese che in epoca vittoriana troverà un’ulteriore codificazione attraverso la caratterizzazione sostanzialmente intimista del suo spazio interno.
Il soggiorno rappresenta tradizionalmente il luogo della casa in cui il nucleo familiare trova le ragioni della sua unità, anche attraverso l’esposizione di oggetti di carattere affettivo che ne raccontano la storia, ma è soprattutto l’ambiente più pubblico della casa, spazio deputato agli incontri con il mondo esterno in virtù del quale è chiamato ad assumere un ruolo di rappresentatività dello status sociale raggiunto dalla famiglia. Su questo doppio registro il soggiorno svilupperà la sua estetica fatta di sottili rapporti tra gli aspetti pubblici e privati condensati all’interno di un unico locale.
Con il Movimento Moderno si mette in discussione l’idea di casa come sommatoria di spazi specializzati e si immagina una casa suddivisa per zone; il soggiorno diviene così, da ambiente tra i tanti, quello che riassume in se la zona giorno dell’abitazione, spazio in cui trovano posto le diverse attività prima separate per ambienti autonomi. Esso diviene allora centro compositivo dell’abitazione: sul piano orizzontale, come avviene negli appartamenti dell’Hansaviertel di A. Aalto; sul piano verticale, come negli alloggi dell’Unité d’habitation di Marsiglia di Le Corbusier.
L’applicazione estrema di questo concetto si riscontra in molte case contemporanee costituite da un unico ambiente di soggiorno, nel quale si demanda all’involucro attrezzato e agli arredi il compito di soddisfare le specifiche esigenze dell’abitare contemporaneo.

Soggiorno emblematici

La casa estiva di G. Asplund a Lisön; la Casa de Vidro di L. Bo Bardi; l’appartamento di V. Vigano a Milano; casa Ponti in via Dezza a Milano, la casa di R. Erskine a Drottningholm; la casa di J. Prouvé a Nancy.

Bibliografia

Centineo S., Interno interiore intimo, Palermo, 2010; Cornoldi A., Architettura dei luoghi domestici, Milano, 1994; Ottolini G., De Prizio V., La casa attrezzata, Napoli, 2005; Postiglione G., Cento case per cento architetti, Köln, 2004; Rizzi R., Memoria di un interno magistrale, in «Casamiller», 01, 2010, pp. 150-187.

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