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Muri di sostegno "a gravità", "a contrafforti" e "a mensola".
Muri di sostegno "a gravità", "a contrafforti" e "a mensola".

Definizione – Etimologia

Derivato dal lat. sustinĕo, “sostenere, portare”, indica, in edilizia, una struttura in grado di mantenere in una data posizione una massa, opponendosi al peso proprio e a quello delle masse sovrastanti. Per estensione, il termine può indicare ogni elemento costruttivo in grado di contrastare forze comunque agenti.
Può essere di tipo provvisorio o permanente. Sono sostegni provvisori: i puntelli, i ponteggi di sostegno, le centine, ecc. Sono sostegni permanenti: i pilastri, le mensole, le colonne, ecc.

Il muro di sostegno

Un elemento costruttivo che svolge una particolare funzione di sostegno è il “muro di sostegno”, detto anche “muro a retta”, ovvero quel manufatto murario che ha la funzione di contenere fronti di terreno, contrastandone la spinta.
In base alla forma e al funzionamento statico si distinguono tre tipi di muri di sostegno:

  • i muri “a gravità”, in genere in muratura o a gabbioni, che sono in grado di contrastare le spinte orizzontali grazie al loro peso proprio;
  • i muri “a contrafforti”, in genere in calcestruzzo armato o in muratura, nei quali i contrafforti assorbono la spinta della terra, mentre il pannello verticale ha la funzione di contenimento del terreno e la soletta orizzontale quella di appoggio;
  • i muri “a mensola”, in genere in calcestruzzo armato, costituiti da pannelli verticali che lavorano flessionalmente – per cui svolgono entrambe le funzioni di sostegno e di contenimento – quindi necessitano di fondazioni particolarmente ampie, sì da realizzare l’incastro al piede.

In ogni caso, i muri di sostegno devono resistere allo scorrimento (l’azione spingente del terreno deve essere inferiore all’attrito tra fondazione e terreno), al ribaltamento e allo schiacciamento del terreno.

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