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Stazione autolinee

Definizione

Le stazioni per autolinee o autostazioni (o terminal in lingua inglese) costituiscono un tipo di edifici necessari per regolare il traffico degli automezzi e dei passeggeri delle linee di trasporto su gomma. Localizzate prevalentemente in prossimità di stazioni ferroviarie, in aree urbane oggi centrali, ma un tempo prossime ad arterie di scorrimento di livello extraurbano, con il progressivo decentramento delle linee su ferro sono state rilocalizzate vicino nodi di scambio del trasporto, favorendo gli scambi intermodali e la riduzione dell’inconveniente gravissimo della sosta degli ingombranti autobus in aree urbane centrali. Come le stazioni ferroviarie e marittime esse si distinguono in stazioni terminali o di transito; le autostazioni terminali possono essere di vario tipo, a seconda dell’importanza del centro urbano, del numero delle linee che convergono, del sistema adottato per il ricovero e l’accostamento degli autobus (all’aperto o in ambiente chiuso), dei locali di custodia, rifornimento, piccole riparazioni. Uno degli aspetti tipologici più importanti per le stazioni per autolinee è il piazzale di manovra e delle banchine per gli automezzi. Esso deve consentire la circolazione a senso unico, possibilmente senza retromarce, i facili arrivi e partenza degli autobus, le manovre “a U”, la separazione delle varie correnti di traffico (automezzi, bagagli, torpedoni). Le più significative sperimentazioni moderne sul tema architettonico delle stazioni per autolinee si contano negli anni in cui, in alcuni Paesi, sono state istituite importanti compagnie di trasporto privato su gomma, ad integrazione della limitata copertura sul territorio delle linee su ferro. Gli anni precedenti e successivi alla Seconda Guerra Mondiale sono particolarmente significativi negli sia in Europa che negli USA.

L’evoluzione della tipologia

Come evidenziato da L. Baudry de Saunier (autore di L’Automobile Théorique et Pratique I-II, 1900) in un numero di «L’architecture d’aujourd’hui» dell’agosto 1936, planimetricamente le varie soluzioni del complesso dipendono in gran parte dal sistema di stazionamento degli autobus: a banchine rettilinee, consigliabili per stazioni di transito; a banchine a pettine, consigliabili per stazioni di testa; a banchine a rientranze ortogonali; a banchine a rientranza oblique. Il Saunier, nel consigliare quest’ultimo tipo di banchina, ne illustra i vantaggi: possibilità di ripartire senza retromarcia, possibilità di stazionamento simmetrico per l’arrivo e la partenza, senso unico e stazione di forma triangolare. Inoltre, un lotto quadrangolare sembra essere il più idoneo perché permette lo stazionamento degli autobus su due o tre lati della sala di attesa (a questo proposito Saunier segnala l’Autostazione di Parigi progettata da Doyon, René-Louis e L. Baudry Saunier). Lotti stretti e profondi portano a sistemare gli elementi secondo uno schema parallelo in cui gli autobus sono caricati da un solo lato dell’edificio (Saunier segnala l’Autostazione di Turku, Finlandia, progettata da T. Sora). Parallelamente alle funzioni descritte, il programma funzionale delle stazioni per autolinee include biglietteria, aree per il ristoro e per l’attesa, depositi, parcheggi, aree commerciali.

Nel 1914 fu fondata negli Stati Uniti d’America la società di trasporto passeggeri Grayhound Lines, la cui rete si è gradualmente diffusa negli Stati Uniti, Canada, Messico; negli anni, soprattutto fra il 1937 e il 1945, essa ha commissionato diverse stazioni di sosta in uno stile del tardo Art Deco noto come Streamline modern diffuso soprattutto negli USA negli anni quaranta –, confrontabili con l’architettura dei ristoranti prefabbricati Diners, espressione di uno specifico carattere della cultura americana degli anni ’50 del secolo scorso. Fra i casi studio sempre presenti in letteratura in grado di definire un modello tipologico oggi ancora valido, ci sono i due principali terminal di New York: Port Authority Bus Terminal e George Washington Bridge Terminal.

In alcune vecchie foto di Manhattan è possibile apprezzare il vecchio terminal della Greyhound – l’ultima compagnia a trasferirsi nel 1963 nel più moderno teminal di Port Authority – localizzato di fronte alla Old Penn Station; la prima versione dell’edificio era stata realizzata nel 1950. Si trattava di un edificio massiccio che avrebbe dovuto accogliere 2500 autobus al giorno, progettato seguendo i codici dell’International Style, non particolarmente diverso dal terminal Greyhound Bus Depot Chicago. Alla fine degli anni ’70 fu realizzato un ampliamento lungo l’ala nord di Port Authority, utilizando un sistema di travi parete reticolari in acciaio. Il terminal è connesso direttamente con il Lincoln Tunnel.

La George Washington Bridge Bus Station di New York, invece, fu progettata da Pier Luigi Nervi nel 1963, per un traffico di circa 700 autobus all’ora. Si tratta di un vero e proprio caso di studio magistrale nel quale si può apprezzare la concezione unitaria dell’edificio del terminal e dell’infrastruttura del tunnel.

I casi studio in Europa presenti in letteratura e coevi dei due terminal di New York sono molto diversi da questi per dimensione e, soprattutto, per la più efficace integrazione raggiunta negli esempi americani tra le autostazioni e le reti infrastrutturali, queste realizzate dalle autorità municipali, quelle dai consorzi privati. Fra gli edifici più segnalati in letteratura: City Terminal Building, Stockolm, Sweden, 1989, Ralph Erskine architect; Gothenburg Bus Station Building, southwest Sweden 1997, Niels Torp architect; Preston Bus Station 1968-69, Building Design Partnership, Northwest England.

Le Stazioni per autolinee realizzate recentemente sono spesso strettamente connesse a nodi di scambio di trasporto intermodale, oppure sono ampliamenti di terminal già esistenti come la recente espansione del Intercity Bus Terminal Union Station di Washington D.C., con un programma funzionale che prevede superficie addizionale per spazi commerciali e per spazi di ristoro a servizio di tre compagnie di trasporto e di una media di 25.000 utenti in giorni di picco. Altri nuovi progetti di stazioni per autolinee realizzate recentemente sono: la Slough Bus Station, realizzata a Slough, in Inghiltera nel 2009 dallo studio Bblur Architecture; il New Bus Station, Osijek, Croatia, Rechner d.o.o.; Stoke Bus Station, Midlands, 2012 UK, Grimshaw Architects; Poole Bus Station Redevelopment, Dorset, UK 2009, dello studio Penson Architects; Walsall Bus Station Building, Birminghuam, Midlands, central England 2000, AHMM Architects; Stoke-on-Trent Bus Station Competition, RATP Bus Center, Thiais, France 2008, ecdm architects.

Bibliografia

Carbonara P., Enciclopedia Architettura Pratica: Composizione degli Edifici, UTET, 1962; Chiaia V., Autostazioni, ed. Leonardo da Vinci, Bari, 1962; Osello A., Le stazioni delle autolinee, in Visconti M., Edilizia per l’industria, i trasporti e i servizi, UTET Scienze Tecniche, Torino, 2006, pp. 220-221; Spinelli L., Stazioni per autocorriere, in Visconti M., Edilizia per l’industria, i trasporti e i servizi, UTET Scienze Tecniche, Torino, 2006, pp. 188-191;  «L’architecture d’aujourd’hui», fascicolo agosto 1936; www.e-architect.co.uk/bus-station.

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