Tenda (storia) | Wikitecnica.com

Tenda (storia)

Definizione – Etimologia

Dal latino tentorium, derivato da tentus, participio passato del verbo tendere.
Le caratteristiche specifiche della tenda, costanti rispetto alla sua storia e alle peculiarità locali tipiche delle varie etnie, sono la trasportabilità e la facilità di montaggio e smontaggio, determinate dalla separazione fra gli elementi strutturali portanti e il manto di copertura, integrati, secondo i casi, da elementi di tensionamento della struttura (tiranti, picchetti).

Generalità

Le ricerche archeologiche indicano che grazie a tali caratteri la tenda, quale abitazione temporanea, ebbe il suo periodo di maggiore elaborazione e diffusione durante il neolitico, contemporaneamente allo sviluppo della tessitura di filati di origine animale, all’affinamento degli strumenti per lavorare il legno e all’addomesticamento dei grandi mammiferi finalizzato al trasporto.
La storia della tenda come abitazione segue, quindi, le vicende delle popolazioni nomadi, del loro sviluppo, della loro diffusione, presentando specificità costruttive, strettamente correlate alle condizioni geografico-climatiche e di approvvigionamento caratteristiche delle singole culture locali, che non hanno subito sostanziali modifiche nel corso dei secoli.
Devono considerarsi semplici sopravvivenze le tende tipiche dell’America Settentrionale, il wigwam e il tipi, e anche quelle proprie delle regioni pianeggianti dell’America Meridionale, il toldo o le tende coniche, a cupola o a botte dei chonos o dei charrua, insieme alle costruzioni dell’estremo nord europeo, le kohte lapponi.
Oggi la presenza della tenda si restringe alla fascia delle terre aride afroasiatiche, che è possibile suddividere in tre macroaree. L’area dei nomadi turco-mongoli, che va dalla sponda orientale del mar Caspio alla Grande Muraglia cinese e include i deserti e le steppe dell’Asia centrale, è contraddistinta dalla presenza delle yurta. L’area influenzata dal nomadismo arabo (beduini), che occupa la fascia occidentale e settentrionale del Sahara, la penisola arabica e gli altipiani afghano-iraniani (con una ramificazione fino alle terre alte tibetane), è caratterizzata dalle cosiddette tende nere. L’area che comprende il Sahara, il Sahel e le zone aride dell’Africa orientale, si distingue per la presenza di tende tendenzialmente emisferiche, sia coperte da stuoie vegetali, sia costituite da un telo di pelli cucite.
Al di là della funzione strettamente abitativa, la tenda ha avuto numerosi e differenti usi in antichità: i Greci indicavano con tenda (σχηνή) una struttura che nei teatri, quando ancora le rappresentazioni si svolgevano all’aperto, ospitava l’attore negli intervalli e per il cambio d’abito; presso i Romani, per la sua estrema funzionalità, trovò larga applicazione da parte dell’esercito, a comporre i grandi e regolari accampamenti realizzati durante le campagne militari, dove la tenda del comandante era detta praetorium; in generale poteva servire a tutte le popolazioni che praticavano il commercio, come banco di vendita per il mercato.
Nel Medioevo e in età moderna, oltre all’uso militare e commerciale, la tenda trovò utilizzo anche come mezzo di appoggio nelle battute di caccia e per i viaggi e anche per le attività bucoliche a scopo ricreativo di principi e signori, con strutture quadrangolari o a padiglione di ampie dimensioni, sfarzosamente decorate e arricchite da preziose suppellettili. Nel XV secolo la loro ricchezza era tale che i lussuosi ambienti potevano comprendere una cappella e una mensa.
Oggi, al di là della funzione militare che ha sempre continuato ad avere, con lo sviluppo di tecnologie mimetiche sempre più sofisticate o con l’organizzazione di veri e propri ospedali da campo, la tenda è impiegata nelle condizioni più diverse, legate a tutte quelle attività che abbiano necessità di svolgersi all’aperto.

Copyright © - Riproduzione riservata
Tenda (storia)

Wikitecnica.com