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Terzera

Definizione-Etimologia

Dal latino tristichon, proveniente dal neologismo tecnico greco di terzo, tale denominazione va a indicare molto probabilmente l’ordine gerarchico di posizionamento. Nella consuetudine del linguaggio tecnico vengono anche utilizzati i sinonimi arcareccio e mezzacasa.

Generalità

La terzera, trave mezzana di sostegno della struttura principale dei tetti a falde, ha il compito di portare l’ordito dei correnti e di determinare la pendenza del tetto.
Infatti l’andamento orizzontale della terzera ha lo scopo di sostenere il travicello, i travi che poggiano dal colmo fino al muro di sostegno perimetrale, al fine di consentire il posizionamento del tavolato a supporto della copertura del tetto.
L’impiego consueto della terzera nel costruito storico riguarda le strutture lignee, dove svolge la funzione tecnologica di collegamento e supporto. Il dimensionamento tramandato dalla manualistica tecnica prevede nell’orditura alla lombarda sezioni standard in funzione dei carichi e delle dimensioni della copertura, che partono da una sezione minima di 12 x 17 cm ad una massima di 19 x 25 cm, con un interasse variabile a partire da 120 cm fino a 170 cm. La regola d’arte in generale indica un rapporto tra altezza e luce della terzera che non scenda al disotto 1/35 ÷ 1/40.

I maggiori rischi di decadimento prestazionale a cui possono essere sottoposte le terzere nel tempo provengono dalle condizioni ambientali. Una tra tutte è l’alto grado di umidità presente nei sottotetti, a volte scarsamente ventilati, che causa fenomeni di fluage e successive inflessioni foriere di potenziali cedimenti strutturali nel tempo.

Tecniche costruttive

Lo schema statico tradizionale delle terzere è quello di un asse che appoggia su due o tre punti. Il suo posizionamento è sovrastante agli assi principali d’inerzia ed è sottoposta a flessione deviata. Perciò le sezioni più idonee per gli elementi lignei sono o circolari o quadrate; altre volte sono necessari per le grandi luci soluzioni tecniche di irrigidimento di falda (assiti o tiranti incrociati, nelle coperture di ferro) preposte ad assorbire le maggiori sollecitazione parallele alla falda. Di superiore complessità statica è la soluzione tecnologica alessiana di area genovese, per cui la terzera ha funzione di collegamento nella connessione tra i puntoni di due diversi ordini e la disposizione quadrata forma una cerchiatura capace di ripartire i carichi e bloccare la spinta orizzontale. In questo sistema di tetto il colmo è costituito da una terzera.

La terzera tradizionalmente è inchiodata direttamente sul puntone ma può esserlo anche su elementi lignei intermedi che consentono una migliore distribuzione delle tensioni. Le terzere trasmettono alle tavole interposte forze oblique concentrate, che gravano sul puntone, la cui provenienza è riferita non solo al carico permanente della soprastante copertura, ma anche ai tipici sovraccarichi variabili come il peso della neve.

Innovazione tecnologica

L’avvento dell’ingegneria industriale di metà ottocento ha introdotto l’elemento metallico in sostituzione della terzera lignea, circostanza che ha aperto di fatto nuove soluzioni tecnologiche più performanti sui sistemi statici. La terzera in struttura metallica è costituita da travi laminate con sezioni a doppio T o a U, quest’ultima preferibile in quanto la geometria della superficie oppone una maggiore resistenza alla flessione deviata. Convenienti per un minore peso, ma capaci di assicurare un elevato momento d’inerzia, sono gli elementi di terzere sagomati a freddo.
Inoltre l’innovazione tecnologica degli ultimi anni ha introdotto le terzere in tipologie lamellari, riducendo ulteriormente la sezione di taglio del legno tradizionale e allo stesso tempo ottimizzando le prestazioni statiche e di durabilità.

Bibliografia

Dassori E. ,Morbiducci R., Costruire l’architettura. Tecniche e tecnologie per il progetto, Tecniche Nuove, Milano, 2010.

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