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Topologia

Definizione-Etimologia

Il termine “topologia” offre un vasto spettro semantico di significati a seconda del contesto scientifico all’interno del quale viene utilizzato. Etimologicamente deriva dal greco antico, componendosi dei lemmi “topos” (luogo) e “logos” (discorso, studio). La parola, pur rimandando sempre a un approccio di natura conoscitiva alle forme di organizzazione spaziale, alla dislocazione di specifici elementi nello spazio, alle forme e alle proprietà da essi incarnate, assume caratterizzazioni diversificate in medicina (ove può essere sinonimo di una branca dell’anatomia), in linguistica (ove può indicare lo studio della posizione delle parole all’interno di una proposizione), in psicologia (ove può essere utilizzata per definire lo studio delle relazioni fra soggetto e ambiente), in matematica (ove indica un orientamento disciplinare della geometria che indaga le proprietà delle forme che non mutano anche se sottoposte a deformazioni), in geografia (all’interno della quale viene valorizzata la radice etimologica del termine, di disciplina che studia la natura dei luoghi), in architettura (ove il termine può assumere un significato complementare a quello di “topografia”, riferendosi ad aspetti dinamici e relazionali, legati alla sfera sociale, psicologica, percettiva, che non possono essere ricondotti esclusivamente alla dimensione materiale). In questa sede, per pertinenza di accezione, ci si concentrerà principalmente su questi ultimi due ambiti di studio.

Generalità

Anche rimanendo all’interno delle discipline geografiche si può parlare di topologia con differenti declinazioni di significato. Una prima accezione, maggiormente contigua all’ottica della geografia fisica, è strettamente legata alla natura applicativa del concetto e indica lo studio delle caratteristiche specifiche di un territorio al fine di proporre una individuazione e una classificazione delle differenti tipologie dei suoli. Correlato a questa accezione del concetto di topologia è il termine “codice topologico”, che indica i segni grafici utilizzati per la raffigurazione delle forme del territorio.
Un secondo arcipelago di significati della parola topologia gravita intorno a un carattere più marcatamente filosofico. L’utilizzazione concettuale e metaforica del termine topologia e della aggettivazione a esso correlata (“topologico”) non può essere infatti compreso, anche rimanendo nell’ambito delle discipline geografiche e architettoniche, senza il riferimento al complesso itinerario che ha consolidato l’utilizzazione della parola nelle riflessioni sociologiche e filosofiche del Novecento. Si pensi, in linea esemplificativa e qui necessariamente di semplice rimando, alla centralità delle riflessioni sul significato del “luogo” in Martin Heidegger, al modello topologico dell’essere su cui riflette Maurice Merleau-Ponty, al ruolo del termine topologia nelle elaborazioni teoriche di Gilles Deleuze (che in un articolo giovanile sullo strutturalismo sostiene la “natura topologica e relazionale” di questo pensiero) e Felix Guattari, alla concezione di topologia come prima elaborazione oggettiva di un campo trascendentale proposta da Michel Serres. La topologia, dunque, anche osservata dalla specola epistemologica delle discipline a forte gradiente spaziale quali la geografia e l’architettura, si situa come un pilastro concettuale di relazioni complesse a cavallo fra scienze sociali, pensiero filosofico, teoria letteraria, cultural studies. Lo studioso di letteratura Federico Italiano afferma, inoltre, che la geo-filosofia è dunque l’incontro creativo tra geografia, topologia e filosofia, una de-territorializzazione, capace di rendere instabili quei sistemi che pretendano di essere inglobanti e globali.
I suggerimenti concettuali legati alla topologia utilizzati in geografia e in architettura trovano snodi terminologici-chiave in lemmi come “limite”, “estensione”, “continuità”, “connessione”, “coerenza”.
Con la riattivazione del concetto di “luogo” nella più recente geografia culturale si è riproposto, inoltre, con centralità il problema della interpretazione delle categorie di analisi da utilizzarsi nello studio della natura dei luoghi e nella loro classificazione tipologica. Michel De Certeau offre in questa prospettiva una utile distinzione concettuale fra uno spazio “topico”, legato alla definizione dei luoghi, e uno spazio “topologico”, relativo alla loro deformazione. Questa distinzione va tenuta in debita considerazione anche a fronte di utilizzi disinvolti e talvolta confusi del termine topologia, oltre che in relazione alla complessità dei transiti lessicali fra le diverse discipline che lo utilizzano.
La prospettiva della geografia culturale non indaga ovviamente solo le forme fisiche dei luoghi, ma anche il ruolo che le rappresentazioni (sia iconografiche sia mentali) ricoprono nella definizione identitaria dei medesimi. In questa accezione, ad esempio, il termine viene utilizzato nel campo disciplinare degli studi sulle religioni, per studiare i luoghi percepiti come sacri e le “distorsioni” cui essi sono sottoposti, in virtù del contatto fra spazio concreto ed interpretazioni spirituali.
Ancora, la geografia economica e quella critica utilizzano il termine topologia nello studio della organizzazione degli spazi di connessione (con l’applicazione dei concetti di “network” e di “rete” alle dinamiche territoriali) e, in particolare, delle nuove forme di concezione dello spazio legate al mondo virtuale.
A estendere ulteriormente il campo di azione semantico del termine topologia vi è poi il suo impiego nel lessico specialistico dei Geographic Information Systems (GIS). Nella cartografia informatica, il termine topologia indica, infatti, il complesso di regole necessarie per definire le tipologie di relazione (e i rapporti di connessione o di contiguità) fra gli elementi spaziali che si vogliono rappresentare e per correlare questi elementi ai rispettivi attributi descrittivi.
Infine, occorre ricordare che già negli anni ’60, Tomas Maldonado sottolineava come per primo lo scienziato inglese John Bernal, nel 1937, avesse prefigurato l’importanza della topologia combinatoria per l’architettura e per la pianificazione urbana e regionale. Più recentemente, Giuseppa Di Cristina individua nei concetti della geometria topologica utili strumenti di analisi dell’architettura, capaci di descrivere modalità e procedure compositive, così da essere, a loro volta, strumenti operativi nell’ideazione del progetto. La topologia viene assunta anche, e soprattutto, come “risorsa concettuale” per la disciplina architettonica: le nozioni spaziali suggeriscono un’idea dell’architettura intesa come spazio non metrico, qualitativo, di relazione, aderente a una concezione fenomenologica, nell’ottica di una maggiore conformità alla concreta esperienza dello spazio architettonico e a nuove idee di spazio, alternative al concetto tradizionale dello spazio metrico quantitativo della geometria euclidea e cartesiana.

Bibliografia

Adams P. C., Network topologies and virtual places, in «Annals of the Association of American Geographers», LXXXVIII, 1998, 1, p. 88-106; Deleuze G., Guattari F., Mille plateaux. Capitalisme et schizophrénie, Parigi, 1980; Di Cristina G., Architettura e topologia, Roma, 2004; Hubbard P., Kitchin R. (a cura), Key Thinkers on Space and Place, Londra, 2004; Italiano F., Tra miele e pietra. Aspetti di geopoetica in Montale e Celan, Udine, Mimesis, 2009; Manetti M., Topologia, Milano, 2008.

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