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Toponomastica

Definizione – Etimologia

Con toponomastica si intende la disciplina che studia i processi di denominazione dei luoghi. Il termine deriva dal greco antico, componendosi dei lemmi topos (luogo) e onoma (nome). e indica, con accezione comunemente utilizzata, anche l’insieme collettivo di nomi di luogo di una determinata area territoriale (in espressioni come, ad esempio, “la toponomastica emiliano-romagnola”, o “la toponomastica italiana”).

Generalità

La toponomastica studia il processo di denominazione in dimensione transcalare. I nomi dei luoghi, infatti, riguardano elementi differenti della geografia a diversa scala territoriale. Un toponimo può indicare un punto specifico della superficie terrestre (la cima di un monte, ad esempio), un elemento della morfologia terrestre (il monte nel suo insieme), una struttura complessa del territorio (il gruppo montuoso cui il monte appartiene), una area regionale (la catena montuosa nel suo insieme). Il toponimo può indicare anche morfologie della superficie terrestre di diverse dimensioni: un’isola, una pianura, un tratto costiero, una penisola. L’assegnazione di un toponimo è un processo che riguarda sia elementi delle terre emerse (come quelli elencati fino ad ora) sia elementi legati al ciclo idrogeologico (sorgenti, fiumi, laghi, mari). A rendere ancora più complessa la toponomastica è poi il fatto che un nome di luogo viene assegnato non solo con funzione deittica di indicazione di un elemento concreto che sussiste in natura, ma anche come elemento fondativo della creazione da parte dell’uomo di nuovi elementi della geografia terrestre (una città, una strada, un ponte ecc.). Esiste dunque un repertorio toponomastico che riguarda gli elementi naturali, ma anche un repertorio toponomastico correlato all’intervento antropico. Ogni azione umana di territorializzazione si esprime di norma anche attraverso la creazione di nuove indicazioni toponomastiche. In ultimo, a corroborare la dimensione di complessità dell’azione denominatrice, i toponimi riguardano anche elementi che non sono visibili nella concretezza del territorio, ma che fanno parte dei sistemi identitari espressi da una società come, ad esempio, i nomi delle regioni e degli Stati.
I toponimi possono, quindi, essere classificati in:

  • derivati dall’antroponimia, se riferiti ai nomi propri;
  • poleonimi, se riferiti a centri abitati;
  • coronimi, se riferiti a porzioni ampie di territorio;
  • fitonimi, se riferiti a nomi di piante;
  • zoonimi, se riferiti a nomi di animali;
  • idronimi e limnonimi, se riferiti, rispettivamenti, a corsi d’acqua e laghi;
  • oronimi, se riferiti a rilievi montuosi.

Particolare rilievo assume la toponomastica urbana, branca della toponomastica che designa l’indagine e il reperimento nel patrimonio documentario disponibile dei nomi delle componenti urbane (strade, piazze, edifici ecc.). Lo studio specifico dei nomi delle strade, con riferimento a una specifica località o al modo di formazione, prende il nome di odonomastica.
Negli studi di toponomastica è possibile distinguere un indirizzo tipologico che indaga la formazione e il mutamento dei nomi degli enti individuati, e un indirizzo storico che studia i toponimi in relazione all’evoluzione dei processi di antropizzazione del territorio.
La toponomastica non può prescindere dallo strumento principe di registrazione dei nomi di luogo, la cartografia. Se tutti i toponimi sono creazione dell’uomo, solo una minima parte di essi trova, attraverso la simbologia dei cartelli indicatori e dei segnali legati alle reti di trasporto, una apparizione concreta. La cartografia, invece, a diverse scale e attraverso le varie epoche rappresenta uno sterminato repertorio di toponomastica. I nomi dei luoghi, così come nascono, possono anche scomparire, sia per il cambiamento nella morfologia del luogo stesso, sia per l’esaurita funzione di un elemento. Lo sviluppo della cartografia permette agli studiosi di toponomastica di studiare persistenze e cambiamenti, lunghe inerzie come improvvise evoluzioni.
La toponomastica studia attraverso gli strumenti della linguistica e della etimologia, i significati dei nomi dei luoghi che possono fornire importanti informazioni sulla natura dell’identità territoriale assegnata dall’uomo a un elemento della superficie terrestre.
L’atto di denominazione dei luoghi rappresenta una delle forme fondative dei processi di territorializzazione attuati dall’uomo nel corso della storia. Associare un nome a un luogo rappresenta, infatti, un modo per assegnare una identità specifica a un elemento del territorio. La funzione primaria del toponimo è quella di rendere riconoscibile e, pertanto, ben distinto dagli altri un elemento specifico. Per questo motivo il processo di assegnazione dei nomi studiato dalla toponomastica rappresenta una delle chiavi culturali per la comprensione della storia di un’area e delle popolazioni che in essa si sono avvicendate. Come afferma lo storico della cartografia Christian Jacob, «il processo di denominazione rappresenta un modo di appropriazione simbolica che fornisce ai territori vergini una memoria, con una strutturazione a griglia che toglie allo spazio la sua componente di alterità e che lo rende un oggetto di scoperta soggetto ai limiti del riferimento linguistico, che fa sì che a ogni luogo identificabile corrisponda un nome».
Nel campo della ricerca applicata alla città e al territorio la toponomastica svolge spesso un ruolo ausiliario insieme ad altre fonti documentarie di natura storica, quali, ad esempio, le fonti archivistiche e archeologiche, con il fine di costituire una corretta interpretazione del lessico utilizzato per definire le strutture fisiche e antropiche e di offrire una corretta contestualizzazione temporale al dato cartografico e linguistico. Le attribuzioni toponomastiche sono, infatti, un indicatore assai significativo dei modi secondo cui l’uomo ha modellato e rappresentato il proprio spazio di vita, permettendo di individuare attraverso il nome del luogo fisico le caratteristiche salienti del sistema insediativo.

Bibliografia

AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, 2006; Cassi L., Marcaccini P., Toponomastica, beni culturali e ambientali. Gli “indicatori geografici” per un loro censimento, Roma, 1998; Jacob C., L’empire des cartes: Approche théorique de la cartographie à travers l’histoire, Parigi, 1992; Pellegrini G.B., Toponomastica italiana. 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, 1990.

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