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Xiloteca

Definizione-Etimologia

Dal greco ξύλον – xylon, “legno” e ϑήκη – théke, “scrigno”, “ripostiglio”, indica una raccolta per tipi di campioni di legno utili alla identificazione botanica e allo studio tecnologico dei legnami. 
I campioni sono generalmente esposti sezionati in modo da rendere visibili le caratteristiche delle varie specie legnose, come venatura, colore e porosità. 
I tagli possono essere radiali, trasversali o longitudinali a seconda dell’aspetto che si vuole mettere in risalto. I campioni esposti possono essere utilizzati per studiare le proprietà fisiche e meccaniche del legno, nonché la sua durata e conservazione. L’esistenza di xiloteche ha immediate applicazioni per tutti coloro che abbiano bisogno di fare una analisi morfologico-visiva del legno. Allo stesso tempo una xiloteca è utile per conoscere il valore scientifico ed economico dei boschi esistenti.

Esempi

Fra gli esempi italiani più interessanti rientra la Civica Siloteca di Cormio del comune di Milano, fondata nel 1907 dal tecnologo del legno Raffaele Cormio. Essa è costituita da numerose raccolte di legni provenienti da diverse parti del mondo, tra cui una di legni intaccati da parassiti e una dei vari organi delle piante, utili per la loro determinazione. 
Fra le maggiori xiloteche internazionali va menzionata quella della Scuola Forestale della Yale University di New Haven (Connecticut, USA) con 60.000 campioni esposti. Notevoli sono anche la xiloteca ufficiale di Bogor (Indonesia) con circa 32.000 campioni, quella di San Paolo (Brasile) con 20.000 campioni, quella di Chicago (USA) con 18.000 campioni.

Bibliografia

Baldini E., Documenti di museografia naturalistica: le xiloteche di Milano e di San Vito di Cadore, Bologna, 1993; Baldini E., Minotta G.C., Documenti di museografia naturalistica: i legni illustrati di Raffaele Cormio, Museologia scientifica, Milano, 1994, pp. 83-107.

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