Zooforo | Wikitecnica.com

Zooforo

Atene, Partenone, fregio delle Panatenee sul fronte del pronao (foto G. Rocco).
Atene, Partenone, fregio delle Panatenee sul fronte del pronao (foto G. Rocco).

Definizione – Etimologia

Il termine gr. ξωοφόρος, composto di ξωο(animale) e φόρος (portare), era impiegato, così come il latino zophoros (Vitruvio III, V, 11), per indicare il fregio continuo a decorazione figurata.

Generalità e sviluppi

Tale elemento si diffuse nell’architettura ionica arcaica, su modelli di derivazione orientale, come si può dedurre dai resti datati al VII sec. a.C. del cosiddetto “tempio A” di Prinias a Creta, dal tempio di Dioniso ad Yria (Naxos) e dai reperti fittili in ambito coloniale (Metaponto e Siris).

Benché il fregio continuo rappresenti una costante nell’ordine ionico cicladico ed attico pre-ellenistico, alcuni edifici templari arcaici d’Asia Minore, dal ricco decorativismo, annoverano resti di blocchi scolpiti con motivi figurati interpretati ormai come fregi. La fase iniziata nel corso del VI sec. a.C. dell’Apollonion di Didyma, prevedeva infatti una decorazione a leoni in posizione araldica e gorgoni angolari, probabilmente replicata nel sottostante architrave. Analogamente potrebbero trovare collocazione anche i dibattuti rilievi figurati su fondo piano dell’Artemision di Efeso (560 a.C. ca).

Il motivo dello zooforo ricorre anche in alcuni edifici dorici in aree di influenza ionica, come ad esempio in Attica, ad Atene, dove nel tempio arcaico di Athena Polias e nel Partenone di età classica un fregio continuo percorre le pareti esterne delle cella, rappresentando in quest’ultimo caso la processione delle Panatenee. Nel tempio di Atena ad Assos (VI sec. a.C.) la Centauromachia di Ercole è invece eccezionalmente scolpita a rilievo sull’architrave, al disotto di un fregio dorico.

Una particolare lavorazione bicromatica dello zooforo è impiegata nel linguaggio ionico attico dell’Eretteo (421-412/409-406 a.C.), in cui le figure in marmo bianco risaltano su uno sfondo in pietra nera di Eleusi. Nella configurazione tripartita della trabeazione, a partire dall’età tardoclassica ed ancor più dal periodo ellenistico, il fregio figurato diviene una costante della sintassi ionica, anche quando disposto all’interno dell’edificio (Bassai, tempio di Apollo).
Sfruttandone il forte valore estetico, superfici figurate in bassorilievo sono impiegate, oltre che in edifici cultuali, in una grande varietà di tipologie architettoniche, quali tesori, mausolei ed altari. Tra le testimonianze più antiche si ricorda il piccolo thesauros dedicato dall’isola cicladica di Sifnos nel santuario di Delfi (526-525 a.C.), segnato su tutti i lati dalla raffigurazione di scene mitologiche e relative alla guerra di Troia.
Un significato fortemente simbolico è assunto dallo zooforo nell’ambito dell’architettura funeraria microasiatica, come testimoniato da due importanti costruzioni di IV sec. a.C.: il monumento delle Nereidi a Xanthos, ove il fregio è impiegato in luogo dell’architrave, ed il mausoleo di Alicarnasso.
Lo zooforo compare anche in numerosi altari ionici con schema a π, come nel noto esempio pergameno, oltre che come coronamento di murature di edifici a semplice cella, come accade per l’oikos nel santuario di Zeus Aglaos e di Artemide a Metaponto (VII sec. a.C.).

Bibliografia

Ferri S. (a cura), Vitruvio. Architettura (libri I-VII), Roma 1960, pp. 128-129; Hellmann M.-CH., L’architecture grecque, I. Les principes de la construction, Paris 2002, pp. 202-208; Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano 2007, pp. 523, 555-556, 724-725, 735-736, 739-740, 764-765, 793; Rocco G., Guida alla lettura degli ordini architettonici antichi. II. Lo ionico, Napoli 2003, pp. 74-88, 94-97, 124, 144-149.

Copyright © - Riproduzione riservata
Zooforo

Wikitecnica.com