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Copia (media)

Definizione

Riproduzione o duplicazione d’un originale in esemplari identici o simili. Trascrizione fedele di un documento. Contraffazione di un prodotto. Falsificazione di un’opera. Esemplare singolo di un’opera prodotta in serie. Definizioni notevolmente diverse, se non per la comune riferibilità ad un modello originale che riproducono e al quale si contrappongono. 

Generalità

Copiare è operazione che oscilla tra il senso positivo della duplicazione meritoria di un valore (libro, documento, azione utile) e il senso infamante della sua contraffazione fraudolenta (gioiello, quadro d’autore). 
Con riferimento all’architettura sono copie tutti i disegni di progetto duplicati a scopo di costruzione o di studio, con sistemi di riproduzione manuale o automatica di un originale. Se l’originale è inteso come unico autentico prodotto dotato di copy-right, le copie sono sue riproduzioni a scopo unicamente funzionale. L’avvento dell’informatica ha posto in crisi questa definizione, non potendosi identificare alcun esemplare come originale, ma essendo ciascuna copia un multiplo indistinguibile prodotto dalla rappresentazione di un modello immateriale. 
Nella produzione industriale in genere la situazione è analoga. Un originale, detto spesso prototipo, se esiste, è solo un modello di riferimento per requisiti stilistici o tecnici dell’opera compiuta. Gli esemplari finiti sono tutti copie, uguali a se stesse, prive di un vero originale. La contraffazione può avvenire solo a partire dalla copia prodotta. 
Copia/incolla, traduzione letterale del linguaggio informatico anglosassone cut and copy, è diventato usuale comando di programmi informatici per la costruzione di immagini nei quali è fatto largo uso della duplicazione rapida delle parti ripetibili di un disegno. 
Con l’avvento dell’informatica sono in breve tempo scomparsi i precedenti procedimenti di copiatura meccanica dei disegni originali effettuata per trasparenza con macchine eliografiche a partire da originali disegnati a mano. 
Copia è anche il termine comune e generico con cui si definisce la riproduzione fotografica, comunque realizzata, di un’immagine originale. L’agevole eseguibilità delle copie con procedimenti informatici di stampa dà conto della definizione che si dà dell’epoca corrente come civiltà dell’immagine (forse sarebbe meglio: civiltà della copia). 
Sono pur dette copie le opere d’arte eseguite ad imitazione di un modello originale pregiato, che assumono anche rilevanza autonoma per la perfezione esecutiva e per estensione del valore iniziale; tali sono, ad esempio, le copie romane in bronzo di statue originali greche in marmo. 
Strumentazioni avanzate consentono oggi di effettuare copie di opere d’arte a scopo divulgativo di altissima fedeltà tecnica, spesso fruibili meglio su testi illustrati alla perfezione che in musei affollati, in penombra o irraggiungibili.

 

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