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Piazza d’armi

É uno spazio aperto di grandi dimensioni destinato a rassegne di truppe e parate, a esercitazioni militari e alla formazione di battaglioni e contingenti di eserciti. Presente in ogni insediamento urbano di importanza strategica, può essere posizionata all’interno del recinto fortificato, come avviene in cittadelle e piazzeforti, o a ridosso di questo, ma anche, soprattutto nel XIX secolo, a una certa distanza dall’abitato; in altri casi, invece, come espressione simbolica dell’autorità del sovrano negli antichi regimi, si posiziona dinanzi al palazzo o a una delle residenze reali, come, ad esempio, nella reggia di Versailles di Luigi XIV.
In uso sin dall’antichità – la più celebre rimane il Campo Marzio a Roma, area consacrata al dio Marte – la P. d’armi diviene oggetto di teorizzazione a partire dal XVI secolo, con lo sviluppo e la diffusione della trattatistica militare, legandosi indissolubilmente al dibattitto sulla fortificazione alla moderna e ai tanti modelli di città-fortezza proposti da uomini d’arme e ingegneri militari.
Proprio con riferimento a quest’ultimo tipo di proposte progettuali la P. d’armi acquista una rilevanza significativa, assumendo il più delle volte la stessa forma (quadrata, pentagonale, esagonale, etc.) del perimetro bastionato e ospitando la chiesa e la residenza del governatore; da essa si dipartono radialmente – nei trattati il sistema radiale conosce una eccezione pressoché unica in quello ortogonale avanzato da Cataneo – strade diritte, di larghezza adeguata al più agevole spostamento di truppe e artiglieria, conducenti a porte e bastioni.
Infine, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, molte piazze d’armi, ritenute ormai obsolete rispetto a un nuovo modo di condurre la guerra, sono oggetto di attività di lottizzazione e occupate da quartieri di espansione (Roma, quartiere della Vittoria, 1883-1909; Venezia, quartiere Vittorio Emanuele III, poi di Sant’Elena, 1905-1923).

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