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Comfort

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Definizione

Il Benessere o comfort è una condizione che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano arrivando a implicare molteplici aspetti fino a raggiungere uno stato di soddisfazione interiore attribuibile al giusto equilibrio dei diversi fattori psicofisici. Scendendo alla scala edilizia il comfort ambientale è quella particolare condizione di benessere determinata dal giusto equilibrio di parametri fisici misurabili quali la temperatura, l’umidità dell’aria, il livello di rumorosità e luminosità, rilevati all’interno dell’ambiente.

Generalità

Il comfort ambientale si identifica quindi con il benessere psicofisico delle persone che vivono un ambiente (casa, ufficio) ed è una sensazione dipendente da determinate condizioni ambientali che sono tutte prevedibili e realizzabili con una corretta e responsabile progettazione, realizzazione e gestione degli spazi confinati. Da tale definizione si ha può evincere una ulteriore distinzione tra comfort termo-igrometrico, comfort acustico e comfort luminoso.

Comfort termo-igrometrico

Il benessere termo-igrometrico o thermal comfort è definito dall’American Society of Heating Ventilation and Air-conditioning Engineers (ASHRAE) come quel particolare stato della mente che esprime soddisfazione con l’ambiente circostante. Ai fini della massimizzazione del comfort termo-igrometrico è necessario che la temperatura e l’umidità dell’ambiente non subiscano brusche e repentine variazioni, indipendentemente da ciò che avviene nell’ambiente esterno e che mantengano valori ben definiti sia in regime invernale che in condizioni estive. Va precisato che per fattori termici ed igrometrici si intendono l’insieme degli scambi di calore caratterizzati da: temperatura, irraggiamento termico, umidità e movimento dell’aria. Date le molteplici variabili in gioco e i loro effetti sinergici, risulta di estrema difficoltà poter definire esattamente i limiti entro i quali si realizzano le condizioni di comfort abitativo, anche se diversi tentativi sono stati compiuti in questo senso. È possibile comunque, pur tenendo conto delle difficoltà sopra menzionate, individuare una sorta di “fascia del benessere” così delimitata: temperatura tra i 18°C e i 24°C e umidità relativa tra il 30% e il 70% in un rapporto inversamente proporzionale tra di loro e con velocità del flusso dell’aria variabile. Più recenti studi sul comfort negli edifici riportati nella teoria conosciuta come adaptive method, mettono in evidenza che, oltre alle suddette variabili, la sensazione di comfort è strettamente connessa ad aspetti psicologici, culturali e sociali dell’individuo in funzione del tempo e della capacità di adattamento dell’individuo rendendo, quindi, non semplice quantificare lo stato di benessere che dovrebbe almeno tenere conto di parametri quali il sesso, l’età delle persone e il relativo stato di salute.

Con riferimento alle condizioni di comfort termo-igrometrico, si possono introdurre variabili soggettive relative all’attività che l’individuo svolge all’interno dell’ambiente e al tipo di vestiario. L’attività metabolica di un individuo, infatti, trasforma l’energia chimica prodotta dall’assunzione del cibo in energia termica. La potenza metabolica viene riferita all’unità di superficie corporea W/m2 e, normalmente, l’attività metabolica di un individuo è espressa in met 1, dove met corrisponde a 58,2 W/m2. I valori met per diverse attività fisiche sono indicati nella norma UNI EN ISO 7730.

Gli indici del benessere termo-igrometrico nascono dalle relazioni tra il funzionamento del corpo umano e la sensazione di benessere termico. La suddetta norma ne individua due: Il PMV (Predicted Mean Vote – voto medio previsto), un indice di valutazione dello stato di benessere di un individuo che tiene conto delle variabili soggettive e ambientali; si tratta in sostanza di una funzione matematica che fornisce un risultato con valore numerico su una scala da -3 (indice di sensazione di troppo freddo) a +3 (indice di sensazione di troppo caldo), dove lo zero rappresenta lo stato di comfort termico. Essendo un indice medio riferito a un gruppo di individui, il raggiungimento del PMV pari a zero non significa che tutti hanno raggiunto le condizioni di benessere. Il PPD (Percentage of Person Disatisfaied – percentuale di persone non soddisfatte)esprime la percentuale di persone insoddisfatte in un determinato ambiente.

Comfort acustico

Il comfort acustico risulta essere quella condizione psicofisica in corrispondenza della quale un individuo, in presenza di un campo di pressione sonora (rumore), dichiara di trovarsi in una situazione di benessere, tenuto conto anche della particolare attività che sta svolgendo.

La protezione da sorgenti rumorose infatti è una esigenza primaria; l’esposizione al rumore provoca problemi a livello organico e ostacola lo svolgimento delle attività lavorative, riducendone il rendimento e la capacità di concentrazione.

Per mettere a punto un criterio di valutazione del comfort acustico è necessario introdurre il concetto di livello di pressione sonora. Tale livello rappresenta l’incremento in scala logaritmica della pressione dell’aria rispetto a una situazione di quiete dell’aria stessa e si misura in decibel. In relazione al tipo di ambiente e all’attività svolta in tale ambiente viene definito un livello sonoro accettabile, ovvero una soglia massima di rumore tale da non provocare disagio sull’utente; il superamento di tale soglia porta alla progressiva diminuzione della condizione di benessere.

Per aumentare il comfort acustico all’interno degli organismi edilizi la progettazione deve prospettare le soluzioni tecnologiche ed architettoniche capaci di realizzare adeguati comportamenti fonoassorbenti e fono isolanti dell’involucro.

Comfort visivo

La condizione di benessere luminoso di un ambiente è lo stato in cui l’individuo può svolgere nel modo migliore i diversi compiti (visual-task) che è chiamato ad assolvere Di giorno occorre permettere che un’adeguata quantità di luce esterna possa entrare nell’ambiente ed è quindi opportuno avere un’adeguata superficie finestrata mentre per la notte e per i giorni non soleggiati, l’ambiente dovrà essere dotato di opportuna illuminazione artificiale. Il controllo dell’illuminamento naturale è uno dei requisiti che concorrono al benessere dell’organismo in relazione dinamica col contesto ambientale; l’illuminazione naturale deve essere utilizzata nella maggiore misura possibile anche al fine di ridurre il consumo energetico. Alle superfici vetrate è demandata quindi la triplice funzione di vedere l’ambiente esterno, realizzare una buona distribuzione delle luminanze e consentire la ventilazione naturale.

Bibliografia

Cumo F., Gugliermetti F., Guidi G, Evaluation of physiological comfort index for workers wearing protective clothin in nuclear or other harsh environments, in Environmental health risks. Malta, 27 – 29 June, vol. 1, Witpress, Southampton, 2007, pp. 97-106; De Santoli L., Cumo F., Rossetti S., Comfort ambientale e stress psicofisico in ambiente confinato, (2006), in Giovenale A.M., Qualità degli spazi e prevenzione dello stress,  Firenze, 2007, pp. 61-67; Gugliermetti F., Bisegna F., New and traditional light control systems: towards energy saving and visual comfort, Lux Europa, Int. Conference, 2005.

UNI EN ISO 7730:2006, Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di benessere termico locale;

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