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Collegio

Bologna, collegio di Spagna, cortile interno.
Bologna, collegio di Spagna, cortile interno.

Definizione – Etimologia

Costruzione pubblica o privata destinata alla formazione dei giovani con caratteri mutuati dagli edifici religiosi conventuali e monastici. Il termine deriva dal latino collègium, da cum lego e, a sua volta, dal verbo collidere (raccogliere insieme).

In età imperiale romana il collegio era un’istituzione del diritto romano affine a una confraternita, dedita a un determinato officium o mestiere. Particolare importanza era attribuita ai collegia tenuiorum che, al pari dei collegi pagani esistenti fin dall’età repubblicana, allestivano una sepoltura comune e che, dato l’alto costo dei funerali, serviva per condividere e ridurre le spese.

I collegia, disciplinati da Augusto con la lex Iulia de collegiis, rappresentano una delle prime forme di organizzazione dotate di personalità giuridica nella storia del diritto. Erano costituite principalmente da lavoratori autonomi, non stipendiati che avevano il principale compito di difendere i diritti e gli interessi delle loro associazioni presso le autorità costituite. Le funzioni erano svolte all’interno di edifici caratterizzati da una corte interna sulla quale affacciano ambienti di medie e grandi dimensioni. Tali edifici sono conosciuti col nome di scholae e collegia: schola di Traiano a Ostia, schola iuvenes a Mactar ecc.

Il termine, traslitterato dal greco, equivale al latino exedra, usato in riferimento agli emicicli porticati che caratterizzavano i ginnasi. I collegi utilizzavano la sede per le adunanze anche allo scopo di istruire i giovani aspiranti o come luogo di riunione per stabilire il prezzo delle merci e dei prodotti. In seguito, sotto l’imperatore Diocleziano, vennero create e rese obbligatorie corporazioni ereditarie per operai e artigiani, anche per favorire la stabilità sociale dopo le profonde trasformazioni determinate dalla crisi del III secolo.

Dal I al III secolo d.C. i collegi si diffondono soprattutto nella parte occidentale dell’Impero dove di ritrovano edifici come la schola iuvenes destinata probabilmente proprio al collegium iuvenes. I collegi permangono, in termini analoghi, anche in età medievale indicando l’associazione di persone (corporazioni) legate non solo allo studio del diritto, della teologia ma anche delle principali arti e mestieri. Benché il loro sviluppo, in questo periodo, sia prevalentemente legato alla fioritura dei Comuni, non tornano ad avere alcun tipo di riconoscimento giuridico fino alla metà del Trecento. In Francia presero il nome comune di Guildes, in Inghilterra Guilds, in Spagna Gremios , in Germania Zünfte e in Sardegna Gremi. Solitamente il nome ufficiale era tuttavia in latino: Universitates o Collegia.

Origine – Generalità – Caratteri

La nascita del collegio, in termini moderni, avviene intorno al XII secolo, come istituzione volta ad accogliere studenti poveri e meritori non in grado di mantenersi nelle città sede di scuole o università. Tra i primi collegi, fu quello realizzato nel 1180, da un pellegrino inglese il quale, di ritorno dalla Terrasanta, acquistò una camerata dell’Hotel Dieu di Parigi per ospitare gratuitamente diciotto scholares clerici bisognosi. I collegi si svilupperanno generalmente, per iniziativa di uomini di chiesa, in ogni parte d’Europa. Si tratta, in origine, di costruzioni semplici per lo più ottenute ristrutturando alcuni antichi caseggiati. Tra i primi, destinati a svilupparsi in strutture molto articolate, si ricordano l’University College di Oxford fondato nel 1249 da Willian De Durhan e il College de Sorbon che Robert de Sorbon  fondò nel 1257 a Paris. In Italia i collegi erano, inizialmente, edifici in grado di ospitare un numero ridotto di borsisti. Tra i primi esempi in Italia può essere considerato quello del Collegio di Spagna a Bologna, nato nel 1365 allo scopo di ospitare gli studenti iberici e nel quale si insegnavano solo materie propedeutiche agli insegnamenti universitari, poi tenuti esclusivamente nelle aule universitarie. Altri esempi importanti sono quello della Sapienza di Pisa (istituito nel 1408), all’interno del quale si sposta gradualmente lo stesso Studium cittadino (caso isolato in Italia)e quello della Sapienza di Pistoia (seconda metà del XV secolo), nato in assenza di uno Studium cittadino e volto alla preparazione pre-universitaria degli studenti, i quali poi avrebbero continuato gli studi in altre città, generalmente Bologna o Pisa.

Il Collegio di Spagna di Bologna, in particolare, costituisce una novità architettonica e urbana: invece di reimpiegare case preesistenti per ospitare i convitti, come era avvenuto per Parigi e Oxford, furono costruiti nuovi edifici organizzati internamente secondo un preciso programma distributivo.

L’età d’oro dei collegi, tra i secoli XVI e XVII, è legata all’attività della Compagnia di Gesù. Collegi basati sulla Ratio studiorum elaborata dai primi padri della Compagnia prevedevano la centralità della disciplina, l’educazione intellettuale e fisica, la divisione degli studenti in classi e il sistema di esami e verifiche periodiche. La crescente attenzione verso la disciplina dei ragazzi, dal XV-XVI secolo, trasforma il collegio da pensionato per borsisti a vera e propria struttura educativa. Proprio l’isolamento dal mondo esterno renderà i collegi preferiti da nobili e mercanti per l’educazione dei figli. Tra i primi sorgono a Pavia (i Collegi Grisleri e Borromeo, 1568) a Bologna e a Pisa (Collegio Puteano 1605). Con la soppressione dell’Ordine (1773) i collegi furono incamerati da altre istituzioni religiose o secolari, ma la Ratio studio rum permarrà, in qualche modo, come sistema di organizzazione degli studi anche nei secoli successivi, contribuendo alla definizione dei moderni modelli liceali.

Tipologia

Il Libro V, cap. VII del De re Aedificatoria consiglia per la realizzazione di edifici destinati all’istruzione uno spazio vasto (tecto immodico) e una collocazione urbana lontana dai rumori degli artigiani. Riferimenti continui all’antico ginnasio, al valore del porticato, all’aspetto e alla collocazione in città ricorreranno continuamente nella trattatistica cinquecentesca da Cesariano a Filerete, ad Alberti. Generalmente questi collegi nascevano dalla generosità di grandi ecclesiastici o di maestri di Studia Generalia che donavano le loro case e le loro biblioteche. In seguito i caratteri del tipo, originariamente ottenuto per fusione di case d’abitazione e per la giustapposizioni di elementi edilizi specializzati, si diffondono attraverso lo studio dei modelli dominanti, da quello bolognese a quello parigino: due tipi organizzativi cui corrispondono distinti organismi architettonici, non diversamente da quanto avviene per gli edifici conventuali e monastici.

Tre particolari tipi di collegio sono i seguenti.

College

Il termine definisce un istituto per l’istruzione dove convivono studenti, in genere distribuiti per gruppi di tre o quattro per camera, e professori. Dopo alcuni esempi iniziali, come il Balliol College e il Merton College (1264), sorse il New College, primo a essere costruito secondo un piano unitario. Fondato nel 1379 da William of Wykeham (1324-1404) acquista nel 1380-1383 il cortile e la monumentale hall, simile a una cappella, che caratterizza l’intera costruzione. Con la soppressione dei collegi di matrice monastica da parte diEnrico VIII, l’istituzione dei college si trasforma  definitivamente in una struttura laica autogestita da studenti e professori dando origine al modello del college tipico del mondo anglosassone. Attualmente con college si identificano sia scuole superiori che università articolate su più edifici all’interno di uno stesso campus.

Collegi religiosi

Questo tipo di collegio, per lo più cattolico, è legato alla formazione dei giovani per il sacerdozio in corrispondenza a quanto stabilito dal Concilio tridentino, raggruppando per lo più studenti dediti alla vita religiosa e stranieri fedeli alla chiesa di Roma. Tra i più interessanti, si citano l’Almo Collegio Capranica, uno dei più vecchi collegi romani fondato nel 1417 dal Cardinal Domenico Capranica, e il Collegio Romano fondato da Ignazio di Loyola nel 1534. Architettonicamente simili ai collegi laici, si distinguono per le celle individuali e per la presenza più evidente della chiesa che li rende, per alcuni caratteri, morfologicamente affini all’edificio conventuale.

Collegi militari

Sono tradizionalmente caratterizzati da un grande cortile per le esercitazioni e risiedono in edifici storici e monumentali (Nunziatella, Moden ecc.).

Esempi

Collegio di Spagna

Fondato tra il 1365 e il 1367 dal cardinale Egidio Albornoz, arcivescovo di Toledo, è organizzato su disegno dell’architetto Matteo Gattaponi da Gubbio su due ordini di porticati ad archi. L’ala nord e quella sud ospitano sei stanze singole per ciascun piano. Due scale nell’ala ovest, immediatamente sull’ingresso, portano agli ambienti comuni del primo piano. Accanto al refettorio, sopra l’accesso al cortile è la grande sala per le lezioni. Nell’angolo nord-est del giardino si alza, parallela alla cappella, una sala pilastrata a due navate, sopra la quale, al primo piano, si trovano la biblioteca e l’archivio.

New College

Primo a essere alzato secondo un piano unitario, il New College fu fondato nel 1379 da William of Wykeham (1324-1404). Nel 1380-1383 venne realizzato il cortile, con i locali di uso comune (tra cui la monumentale hall simile a una cappella) concentrati nell’ala nord. Di una seconda fase costruttiva (1390-1404) è l’atrio, collocato a sinistra della cappella. Originariamente l’intenzione era di mantenere separati gli spazi abitativi e quelli di uso comune, in modo che questi non disturbassero i primi.

Collège de Sorbon

Robert de Sorbon (1201-1274) fa costruire l’edificio nel 1257. Tra il 1267e il 1270 è edificata la Salle de Réunion e nel 1347 è terminato con la consacrazione della cappella. Il collegio è stato realizzato in più fasi attraverso il riuso di edifici preesistenti. Accanto all’ingresso del collegio si apre la grande sala del 1267 e la prima biblioteca collegiale in Europa. Seguono, nella distribuzione,la cucina e le 23 stanze singole dei convittori. Le aule, diversamente da altri edifici simili, non si trovavano all’interno del Collège.

Collège de France

Il progetto di Salomon de Brosses (1540/1550-1626) per il Collège de France, pubblicato nel 1612 in un’incisione di Claude Chastillon (1560-1616), venne eseguito solo in parte. Nel suo progetto De Brosses aveva previsto solo le aule per le lezioni e alloggi dei professori, dato che il Collège de France non dava  ospitalità agli studenti – diversamente da quanto avveniva nei collegi finora menzionati.

Collegio Borromeo

Nel 1564, a Pavia, Pellegrino Tibaldi da inizio, per il Cardinal Borromeo, alla costruzione di un  “palazzo per la Sapienza”. Il lato orientale. che si affaccia sul seicentesco giardino progettato dall’architetto Francesco Maria Richini. ospita le stanze riservate agli ospiti e, ai piani superiori, due sale di rappresentanza. Sul lato meridionale si trovano le parti ricavate dalla demolizione nel XIX secolo della Chiesa di San Giovanni in Borgo.

Collegio Romano

Il 18 febbraio 1551 fu fondato il Collegio Romano in una piccola casa in affitto situata ai piedi del Campidoglio. L’11 gennaio 1582, per iniziativa del cardinale Filippo Boncompagni, è posta la prima pietra dell’edificio nuovo (Bartolomeo Ammannati), eretto alle spalle della sede precedente che venne demolita. L’edificio del collegio si presenta, invece, come un vasto complesso costituito da due grandi cortili porticati, vaste aule e il complesso della Biblioteca del Collegio Romano.

Queen’s  College di Oxford

Fondato nel 1341 e sviluppato in stile neoclassico soprattutto nel XVIII secolo, il Queen’s  College costituisce uno dei college più significativi dell’Università di Oxford. Particolarmente rilevante, al suo interno, il Florey Building progettato da J. Stirling come residenza per studenti e realizzato tra il 1966 e il 1971. Sviluppato attorno a una corte aperta di circa 35 per 25 metri, si compone di 80 stanze singole di superficie compresa tra i 10 e i 22 mdistribuite su cinque piani leggermente gradonati. Ogni piano dispone di spazi comuni destinati ad attività collettive.

Bibliografia

Glorieux P.J., Aux origines de la Sorbonne, Paris 1965; Hernández M., Influencia del Colegio de San Clemente de Bolonia en los collegio mayores españoles, in ElCardenal Albornoz y el Colegio de España, Bologna 1972; Kiene M., L’architettura del Collegio di Spagna e dell’Archiginnasio. Esame comparato dell’architettura universitaria bolognese con quella europea, in «Annali di Storia delle Università italiane», 1997; Villoslada R.G., Storia del Collegio romano dal suo inizio (1551) alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), Roma 1954.

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