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Biblioteca (progettazione)

Lettura in nicchia e spazi minimi funzionali.
Lettura in nicchia e spazi minimi funzionali.

Missione della biblioteca e principali tipi attuali

Biblioteca: luogo adibito alla custodia dei libri, al loro ordinamento e schedatura, alla loro pronta consultazione (sala, edificio); raccolta più o meno vasta e sistematica di libri (sia d’uso pubblico, sia privato). La biblioteca non è comunque solo un luogo destinato alla raccolta ordinata di libri e in genere di documenti,ma è anche un’istituzione che rappresenta un momento fondamentale nel sistema educativo, un insieme di spazi dedicati allo svolgimento di tutte le attività legate al raccogliere, conservare e rendere accessibili libri e informazioni. Nel corso del tempo la biblioteca si è trasformata anche in un luogo di comunicazione per la popolazione, offrendo, oltre ai libri, anche spazi per leggere in relax, sale dove ascoltare musica, ambienti di soggiorno e per manifestazioni, postazioni di lavoro e di ricerca. I tipi fondamentali cui si riconducono biblioteche sono essenzialmente due: la biblioteca universitaria e la biblioteca pubblica.

Le biblioteche universitarie provvedono alla classificazione sistematica dei testi, che avviene a seconda delle discipline trattate nell’università a carattere essenzialmente scientifico; raccolgono spesso libri rari e materiali fragili, che richiedono speciali condizioni ambientali di conservazione e particolari cure nell’essere maneggiati. Le biblioteche pubbliche garantiscono un utilizzo diffuso grazie a un’ampia scelta di testi e di altri mezzi di informazione anche con consultazione libera; sono caratterizzate da buone caratteristiche di accessibilità, di confortevolezza degli ambienti e di disponibilità di testi per tutte le fasce di popolazione e di età.

Vanno inoltre ricordate le biblioteche nazionali, sedi in genere di prestigio che ospitano una collezione con il tempo assurta ad un ruolo nazionale; le biblioteche di Stato, che si differenziano in base all’organizzazione sociale e politica degli stati che le istituiscono; le biblioteche scolastiche, che coprono una rosa assai ampia di casi, dalla biblioteche della scuola elementare alla biblioteca delle scuole secondarie. Altri tipi di biblioteche di solito non sono ospitati in una sede autonoma, ma occupano parte dell’edificio sede dell’istituzione cui sono associati; variano di dimensioni, dalle piccole stanze nelle case di riposo a quelle dei grandi ospedali; gli ospedali universitari, inoltre, sono dotati di proprie biblioteche professionali. Le biblioteche specialistiche, infine, sono dotate di collezioni inerenti soggetti specifici; tra di esse le biblioteche di organismi governativi, di complessi industriali, di istituzioni e associazioni di ricerca, di società professionali, di partiti politici e sindacati.

Strategie organizzative e problematiche progettuali

I vari tipi di biblioteche devono disporre di spazi idonei, articolati in sale di conservazione, di studio e lettura, in postazioni informatizzate, in punti di servizio per la riproduzione, in uffici per l’amministrazione, per la spedizione e per l’accoglienza di documenti. In conseguenza ai mutamenti in atto nel mondo dell’informazione la biblioteca mira a garantire il maggior grado possibile di flessibilità, intesa come possibilità di adattare lo spazio a diverse funzioni, al mutamento tecnologico, all’evoluzione dei prodotti, all’attivazione di nuovi servizi, di modularità, di chiarezza distributiva e funzionale. Elementi strategici che influenzano l’organizzazione della biblioteca sono la quantità di libri, documenti e materiali ospitati nella sede; il numero dei lettori; l’ampiezza del bacino di utenza/stato dei servizi scolastici e culturali della zona; il numero di persone e addetti che lavorano nella sede, gli orari di utilizzazione.
Il compito del progettista consiste in primo luogo nella soluzione e nell’integrazione di tali elementi strategici con problematiche tecniche, funzionali e distributive che vanno dal dimensionamento della maglia strutturale, in funzione del layout generale della sede e della possibilità di variare i carichi nelle varie zone, al dimensionamento da assegnare ai singoli ambienti, alle attrezzature e agli arredi). Assai importante è la collocazione della sala di lettura all’interno del ciclo funzionale tipico della biblioteca; le soluzioni sono assai diversificate tra loro, e sono del tipo caratterizzato da sala lettura superiore e zona scaffali inferiore, in posizione separata; sala lettura centrale, circondata da scaffali allo stesso piano; sala lettura frontale/zona scaffali posteriore, al piano; scaffali in struttura a silos/sale lettura in blocco separato; scaffali in zona centrale/sale lettura perimetrali; a cavallo tra il deposito e la consultazione è la situazione delle sezioni dedicate ai libri rari e di pregio e ai grandi formati, spesso conservati in armadi chiusi.
Oltre alle sale di lettura e ai depositi libri, la biblioteca contemporanea offre in molti casi ambienti per spettacoli e almeno una zona ristoro/caffetteria. La valutazione del rapporto libri/abitante e libri/mq si basa su valori standard di riferimento, tratti dall’International Federation Library Association, unitamente alla valutazione delle distanze massime percorribili all’interno di ciascun bacino d’utenza.
Il comfort interno dipende anche in modo determinante dal progetto della luce; è necessario un controllo attento della luce naturale, e quindi uno studio delle caratteristiche della foratura parietale in facciata, con particolare attenzione al rapporto pieni/vuoti, tra superfici destinate a serramenti e superfici piene, che influisce in modo diretto sull’utilizzo delle superfici perimetrali interne, ma anche un controllo della radiazione solare diretta sui lettori e sui libri e di eventuali squilibri nel microclima degli ambienti interni. La luce artificiale richiede un analogo controllo, soprattutto per rapporto ai vari piani di lettura su cui essa incide (libro aperto, piano di lavoro, pavimento); occorre tener conto infine delle caratteristiche riflettenti dei materiali, diversificando le finiture superficiali degli arred. Il comfort migliora se si può disporre di vari tipi di illuminazione (concentrata, diffusa, riflessa) negli ambienti in cui si svolgono funzioni diverse; occorre inoltre prevedere quanto più possibile soluzioni antiriflesso, con particolare attenzione a terminali video, schermi e monitor. Le principali verifiche in campo normativo e impiantistico riguardano l’osservanza delle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il rispetto delle norme di prevenzione incendi e la messa in sicurezza della sede dal punto di vista antintrusione e di certificazione a norma di tutti gli impianti, in particolare quello elettrico. Ovviamente grande importanza assume il comfort acustico, che comporta di norma una separazione acustica tra le zone di consegna/ritiro dei testi e le zone di lettura, e la riduzione al minimo delle interferenze acustiche tra i vari ambienti, predisponendo, ove necessario, filtri acustici e utilizzando materiali idonei, in particolare nella sala lettura.
L’informatizzazione richiede strategie attente alle principali tipologie di supporti a tecnologia avanzata, quali audiovisivi, sistemi e programmi di automazione e informatizzazione, operazioni di gestione, automazione e informatizzazione delle operazioni di ricerca, localizzazione e accesso all’informazione da parte del pubblico, accesso a banche dati, a riviste elettroniche, testi, cataloghi e conferenze a qualsivoglia livello. In quest’ottica la biblioteca migliore è quella in grado di offrire un’organizzazione degli spazi interni capace di assicurare un comfort diffuso e esteso a chi la frequenta e vi lavora, e al tempo stesso di adattarsi via via a nuovi modelli di fruizione e di gestione della cultura libraria.

Bibliografia

Adler D., Biblioteche e centri di informazione, in Manuale di dati e misure per la progettazione, ed. ital., Bricarello G., Vaudetti M. (a cura di),Torino 2002, pp. 535-548; Brawne M.,  Biblioteche: architettura e ordinamento, Milano 1970; Vaudetti M., Biblioteche-Musei, Torino 2005.

 

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