Antiquarium | Wikitecnica.com

Antiquarium

Piccolo museo, generalmente annesso a zone di scavo archeologico, per conservare ed esporre i reperti mobili quali sculture, epigrafi, frammenti architettonici e votivi. Una delle prime definizioni di antiquarium è riportata da A.-Ch. Quatremère de Quincy, che informa dell’esistenza in passato di un “ambiente dove si raccoglievano i libri antichi, i vasi antichi ecc.”. Inizialmente l’antiquarium indica il luogo in cui si espongono reperti antichi di valore artistico o documentale; dal Settecento esso si colloca presso i primi scavi archeologici, dove si conservano in situ i reperti rinvenuti per poterli analizzare, studiare e restaurare, in attesa di un’idonea sistemazione museale. In alcuni casi i reperti erano esposti secondo criteri classificatori, in base cioè al periodo di appartenenza, al luogo di provenienza o alle diverse tipologie.
Nella seconda metà dell’Ottocento, per garantire la conservazione in situ dei reperti, si comincia a pianificare la costruzione di edifici o l’allestimento di apposite sale, spesso ricavate all’interno dei ruderi restaurati o ricostruiti per accogliere tale funzione. Pertanto, in Italia e nei Paesi del bacino mediterraneo, fioriscono iniziative volte alla formazione di collezioni antiquarie da esporre al pubblico con una duplice finalità: conservare e studiare il materiale archeologico e valorizzarne e divulgarne la conoscenza.
Uno dei primi antiquaria è quello di Pompei, istituito nel 1861. L’edificio sorgeva presso il tempio di Venere, inglobando strutture antiche di età sannitica e romana. Il nuovo ordinamento delle collezioni in esso contenute (1948) offre una sintesi dello sviluppo storico della città. Suddiviso in cinque sale, prevede un percorso espositivo cronologico (Pompei presannitica, sannitica, romana), ha un atrio (in cui sono sintetizzate le fasi costruttive della città e la storia degli scavi), un ampio cortile e un lapidarium. Sull’esempio dell’esperienza pompeiana vengono istituiti numerosi antiquaria (molti dei quali ancora funzionanti), che avevano il ruolo fondamentale di enfatizzare le iniziative locali di tutela e conservazione del patrimonio archeologico che via via emergeva dagli scavi. A Roma, per esempio, nell’antiquarium del Celio (ricavato inizialmente all’interno della Casina del Salvi) vengono esposti i reperti (risalenti a un periodo compreso tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca tardo-antica) emersi durante le campagne di scavo tra il 1870 e il 1930. L’antiquarium, dopo gli interventi di restauro diretti da A. Muňoz, viene aperto al pubblico come museo.
Sulla scorta di quanto avvenuto in passato, con la parola antiquarium si intende oggi il luogo specifico di una più complessa realtà museale, nel quale viene conservata una particolare raccolta di opere d’arte antica, spesso appartenuta a collezioni private di eruditi e aristocratici. È il caso, per esempio, di Palazzo Altemps a Roma, che contiene una sezione chiamata Antiquarium, così come in molti altri musei archeologici. Inoltre si tende a identificare generalmente l’antiquarium con un museo archeologico a carattere locale. Infatti l’attuale strategia culturale volta alla diffusione nel territorio di autonome realtà museali favorisce lo sviluppo in situ di raccolte archeologiche, anche di piccola entità, che consentono di percepire i reperti in relazione al luogo del rinvenimento. Con l’ausilio di apparati didascalici di corredo e il supporto delle scienze applicate all’archeologia è possibile, quindi, ricostruire nell’antiquarium lo stato dei luoghi e le caratteristiche principali dell’ambiente antico, fornendo ai visitatori supporti informatici e grafici di sostegno per facilitare loro la comprensione delle opere d’arte esposte.

Bibliografia

Ascione G.C., Pagano M., L’Antiquarium di Ercolano, Napoli, 2000; Maiuri A., Pompei: i nuovi scavi, la Villa dei Misteri, l’Antiquarium, Roma, 1967; Salvetti C., Mura Sommella A., Antiquarium comunale: storia di un museo romano e delle sue raccolte, Roma, 1994.

Copyright © - Riproduzione riservata
Antiquarium

Wikitecnica.com