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Ceramica

Definizione – Etimologia

Con il termine ceramica, dal greco keramìké (téchne), arte della lavorazione dell’argilla o arte del vasaio, si identificano genericamente prodotti a base argillosa sottoposti a uno o a più cicli di cottura.

Generalità, classificazione e utilizzi

Più specificatamente la ceramica è un materiale generalmente composto da argilla, feldspato, sabbia, ossido di ferro, allumina e quarzo, inorganico, rigido e fragile a seguito della cottura e duttile allo stato naturale. La complessa composizione della ceramica determina strutture molecolari appiattite (dette fillosilicati) che, in presenza di acqua, conferiscono all’argilla la caratteristica plasticità che ne agevola la lavorazione.

L’impasto, oltre alla tipologia di rivestimento, incide fortemente sulle diverse qualità di ceramica e di conseguenza sulla classificazione delle stesse. Il rivestimento ha, inoltre, la funzione principale di impermeabilizzare il prodotto, se a pasta porosa, ed è solitamente realizzato con paste vitree o con vernici.

Le ceramiche, infatti, possono essere classificate anche in prodotti a pasta porosa o prodotti a pasta compatta.

I primi sono permeabili (caratterizzati da una struttura reticolare con pori concatenati) e si suddividono in non vetrinati e vetrinati. I prodotti vetrinati, dopo la cottura, vengono rivestiti con uno smalto, detto fritta, a base di silicati, carbonati, nitrati ed eventuali coloranti; una successiva cottura porta alla fusione della fritta che, dopo il raffreddamento, assume consistenza vetrosa.

I prodotti a pasta compatta presentano lucentezza alla frattura e impermeabilità (struttura con pori chiusi e non concatenati) e si suddividono in porcellane (compatte, a pasta tenera o dura, di colore bianco e composte principalmente da caolino, quarzo e feldspati) e grès (compatti, variamente colorati e ricavati da argille di rocce sedimentarie). Altri tipi di ceramica, sempre in relazione alla composizione dell’impasto, sono la terracotta (variamente colorata e porosa), la terraglia (porosa e bianca in quanto sono assenti nell’impasto gli ossidi coloranti), la porcellana e la maiolica. Ulteriore distinzione può essere fatta tra ceramiche refrattarie e no, sulla base della resistenza alle alte temperature: la refrattarietà cresce all’aumentare dell’allumina e al diminuire della silice.

In architettura la ceramica è utilizzata prevalentemente a scopo decorativo ma non solo. Con il termine ceramica si identificano solitamente due categorie di prodotti: suppellettili d’uso domestico, come vasi, stoviglie, piatti, recipienti, statue, statuette ecc., e materiale per l’edilizia, come piastrelle, embrici, coppi, tegole, pezzi per condutture, rivestimenti ecc. Trova particolare applicazione, nel settore dell’edilizia, come materiale per rivestimento, per pavimentazione e per la fabbricazione di apparecchi igienico-sanitari.

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