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Gnomone (stilo)

Dal verbo greco γιγνώσκω, conosco, osservo, gnomone significa letteralmente ‘colui che conosce’. Lo gnomone è, negli orologi solari, l’asta (o ago o stilo) inclinata in rapporto all’asse terrestre e alle diverse latitudini. Lo gnomone può, ad esempio, essere posto parallelo all’asse terrestre (stilo polare) od ortogonale al quadrante graduato sul quale è fissato (ortostilo o falso stilo).

La gnomonica è il ramo dell’astronomia che indaga, fra l’altro, le leggi del moto apparente del sole attraverso la misurazione delle lunghezze e delle direzioni delle ombre proiettate su una scala graduata dallo gnomone, colpito dai raggi solari nell’arco del giorno e nel corso delle stagioni. Fino all’affermarsi degli studi astronomici moderni e degli orologi meccanici, l’uso degli orologi solari ha spesso profittato dell’architettura, mentre essi hanno costituito, di contro, elemento decorativo delle facciate di edifici pubblici o privati fin dall’Antichità.

A seconda del tipo e delle dimensioni di tali orologi, che potevano essere fissi o portatili, orizzontali o in piano verticale, cilindrici ecc., lo gnomone era costruito con materiali, forme e dimensioni svariati. Di dimensioni urbane fu, ad esempio, il noto Horologium di Augusto, che questi fece costruire nel Campo Marzio a Roma, utilizzando come gnomone l’obelisco egizio di Psammetico II trasportato da Eliopoli.

Vitruvio e l’astronomo e geografo greco Claudio Tolomeo (II d.C.) sono coloro che hanno indagato e tramandato le leggi teoriche, geometriche, alla base della costruzione degli orologi solari. L’origine di tali strumenti di misurazione del tempo è da alcuni ritenuta mesopotamica, per altri è invece dovuta al filosofo presocratico Anassimandro di Mileto (VI sec. a.C.), che aveva infisso un’asta ad uso di gnomone nell’agorà di Sparta.

Bibliografia

Vitruvio, De Architectura, IX; Claudio Tolomeo, Analemma (piccolo trattato di gnomonica).

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