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Planimetria

Pianta di Imola, planimetria, Leonardo da Vinci, 1502.
Pianta di Imola, planimetria, Leonardo da Vinci, 1502.

Definizione – Etimologia

Il termine deriva dal latino plànus piano e metría, da mètrum misura.
Il termine planimetria indica la rappresentazione piana di un terreno e delle emergenze ambientali (architettoniche e vegetazionali, artificiali e naturali) che vi insistono.
Dal punto di vista geometrico, la planimetria si ottiene come estensione del termine pianta ipotizzando che il piano di sezione non intersechi gli oggetti, cioè sia sempre al di sopra degli edifici che ricadono all’interno dell’area di territorio considerata, e che quindi si configuri una condizione geometrica analoga alla pianta delle coperture, in cui, però, il disegno si spinge alla scala territoriale. Anche per tale ragione, le convenzioni grafiche adottate in planimetria sono proprie della rappresentazione in scala grande.
Una definizione più vicina all’etimologia del termine indica con planimetria la parte della geometria che studia le figure piane con lo scopo di misurarne le dimensioni di superficie (aree); da qui, per estensione, la planimetria è una rappresentazione grazie alla quale si possono determinare le misure (lineari e di superficie) di un terreno o di un edificio riportato in proiezione piana.
Nell’uso comune (non tecnico) il termine planimetria indica la pianta di un appartamento arredato o di un piano tipo facente parte di un’aggregazione orizzontale o verticale di più livelli di un edificio.

Cenni storici

La rappresentazione in planimetria è usata fin dall’antichità per raffigurare città o territori: celebri sono le rappresentazioni planimetriche risalenti alla civiltà mesopotamica, contraddistinte da una forte astrazione grafica e dall’impiego di una ricchissima simbologia di superficie. Nel corso dei secoli le caratteristiche di questo tipo di restituzione sono mutate, determinando una produzione grafica ampia ed eterogenea: alcuni passaggi salienti sono costituiti dalla Forma Urbis Romae (prima planimetria tracciata dopo una campagna di rilievo adottando appositi criteri geometrici), dalla Pianta di Imola di Leonardo da Vinci (sintesi emblematica tra perizia nel rilevamento urbano e fedeltà della rappresentazione) e dalla Gran pianta di Roma antica di Giovan Battista Piranesi (ricostruzione dell’assetto archeologico della città, in cui le emergenze antiche sono liberate dalle aggiunte medievali).

Sensi usati in architettura

Il primo e più diffuso senso del termine discende direttamente dalla definizione e dalla genesi geometrica di tale visione. La planimetria è cioè un diagramma, sempre riprodotto attraverso una scala di rappresentazione ridotta rispetto al reale, usato per descrivere la forma di un territorio (o di una parte di esso) e delle emergenze che vi insistono. Con questa accezione il termine planimetria è sinonimo del termine pianta, con riferimento a rappresentazioni in scala grande, in genere non superiore al rapporto di 1 a 500. Il disegno della planimetria coinvolge tutti gli elementi atti a descrivere il contesto territoriale in cui un edificio, un’aggregazione di edifici o un organismo urbano sono inseriti: saranno perciò rappresentati i caratteri naturali e artificiali che contraddistinguono tale contesto. Il carattere estensivo di questo tipo di rappresentazione è evidenziato dalla dicitura di uso corrente “planimetria generale” per indicare un disegno che riporta informazioni d’insieme (appunto di carattere generale), il cui approfondimento sarà oggetto di disegni a più piccola scala.
Un secondo senso del termine interpreta la planimetria come quella parte della topografia che studia gli strumenti e i metodi di rilevamento del terreno, ovvero delle proiezioni dei suoi punti significativi su un piano di riferimento, generalmente tangente alla superficie di livello medio del mare in un punto della zona da rilevare. In tale accezione, fanno parte della planimetria. anche la misura delle aree di figure piane e le operazioni a essa inerenti, che vanno sotto il nome di agrimensura.
La planimetria coincide anche con il disegno che descrive il risultato del rilievo del terreno effettuato con tecniche di rilevamento strumentali in cui si considerino solo le misurazioni delle distanze e degli angoli orizzontali e non quelle relative ai dislivelli tra i punti rilevati; in tali casi al termine planimetria si sostituisce quello di piano  o di mappa, quest’ultimo specialmente se riferito a fini catastali. Sempre in ambito catastale, la planimetria corrisponde al disegno tecnico contenente tutti i dati numerici, i contorni e la suddivisione interna di un immobile urbano.
Di uso comune è l’aggettivo planimetrico, derivato di planimetria, utilizzato per specificare il carattere di azioni o rappresentazioni (rilievo planimetrico, andamento planimetrico, disegno planimetrico).

Bibliografia

Docci M., Maestri D., Manuale di rilevamento architettonico e urbano, Roma-Bari, 2009; Docci M., Maestri D., Storia del rilevamento architettonico e urbano, Roma-Bari, 1993.

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