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Adattamento (restauro)

Siracusa, l’Athenaion del V secolo a. C., fatto realizzare da Gelone e trasformato nel VII secolo d. C. in chiesa cristiana.
Siracusa, l’Athenaion del V secolo a. C., fatto realizzare da Gelone e trasformato nel VII secolo d. C. in chiesa cristiana.

Definizione

Nell’ambito delle operazioni svolte sul patrimonio architettonico di valore storico e artistico e, quindi, del restauro, il significato del termine adattamento è collegato a interventi che introducono modificazioni e cambiamenti in organismi architettonici preesistenti. L’adattamento è raramente riconducibile ad azioni rivolte allo stile dell’architettura, mentre è più comunemente interpretato come modifica, lieve o rilevante, della disposizione planimetrica con ampliamenti o riduzioni di spazi e variazioni nei percorsi per assecondare le richieste di nuove utilizzazioni degli edifici che comprendono anche le innovazioni tecnologiche degli impianti e dei servizi.

Generalità ed esempi

La storia dell’architettura testimonia che numerosi monumenti sono arrivati fino al nostro tempo dopo essere passati attraverso processi di adattamento per assolvere funzioni diverse da quelle per le quali erano stati concepiti. Sono esempi notissimi le riutilizzazioni delle strutture dei teatri per realizzare spazi abitativi come ad Arles, a Lucca o a Roma il Teatro di Marcello. Molte sono state le tipologie di epoca classica facilmente riconvertibili, come una porzione delle terme di Diocleziano adattate a chiesa di Santa Maria degli Angeli, sempre a Roma, o il tempio di Athena a Siracusa reimpiegato come cattedrale cristiana.

Anche numerosi complessi architettonici più recenti sono stati oggetto di riconversione per consentire lo svolgimento di funzioni diverse. A testimonianza di questa attività è sufficiente ricordare la tipologia conventuale più volte adattata, in varie circostanze e luoghi differenti, a scuola, ospedale, carcere, municipio ecc.

Al contrario molti edifici antichi non hanno potuto sfidare la prova del tempo perché, non essendosi trovato un conveniente adattamento, sono serviti nel corso dei secoli per recuperare materiali da costruzione, principalmente decorativi (colonne, capitelli, lastre di marmo), da utilizzare in nuove realizzazioni. Di questa particolare attività, la cosiddetta “architettura di spoglio”, ci restano testimonianze di varie epoche e in tutte le parti del mondo: tra gli altri basti il notissimo esempio romano dei materiali sottratti al Colosseo e reimpiegati al porto di Ripetta, a palazzo Venezia e a San Pietro in Vaticano. Non è raro il caso di razzie in regioni lontane col trasporto di marmi pregiati come nel caso delle decorazioni del duomo di San Marco a Venezia.

La odierna cultura del restauro architettonico, considerando pernicioso l’abbandono, valuta l’adattamento a nuove funzioni come un efficace mezzo per assicurare la permanenza dell’architettura storica, la quale però, nel consentire fini utilitaristici, deve conservare i propri valori di autentica testimonianza. A tal proposito si è introdotto il concetto di “adattamento compatibile” già con le determinazioni della la Carta del Restauro Italiana del 1932, nella quale viene sottolineato che le necessarie trasformazioni devono essere «tali da non recare negli adattamenti necessari alterazioni essenziali all’edificio» (art. 4). Il concetto è stato ribadito e chiarito ancora con la Carta del Restauro del Ministero della Pubblica Istruzione del 1972, dove nell’allegato A “Istruzioni per la condotta dei restauri architettonici” è riportato: «Sempre allo scopo di assicurare la sopravvivenza dei monumenti, va inoltre attentamente vagliata la possibilità di nuove utilizzazioni degli antichi edifici monumentali, quando queste non risultino incompatibili con gli interessi storico-artistici. I lavori di adattamento dovranno essere limitati al minimo, conservando scrupolosamente le forme esterne ed evitando sensibili alterazioni all’individualità tipologica, all’organismo costruttivo ed alla sequenza dei percorsi interni».
Pertanto oggi il progetto di restauro deve individuare i possibili adattamenti compatibili e garantire nei beni architettonici la permanenza dei valori testimoniali di storia, di arte e di civiltà.

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