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Metropolitana (stazione)

Definizione – Etimologia

Il termine è abbreviazione di ‘ferrovia metropolitana’ ed è riferito ad un sistema di trasporto rapido, ad elevata frequenza, su sede propria. In base alla configurazione della sede si possono avere metropolitane sotterranee, di superficie o sopraelevate.

La metropolitana rappresenta un sistema di trasporto – generalmente a servizio di estesi centri urbani, città o aree metropolitane – che permette una ottimizzazione degli spostamenti, all’interno della città, senza problemi di attesa, di traffico e di parcheggio. Abituale è il riferimento alla Metropolitana londinese, storicamente la prima costruita (1863) e ancora oggi la più estesa nel mondo. Attualmente la rete metropolitana di Londra copre circa 400 km, con 12 linee e 275 stazioni, determinando un articolato sistema di flussi e complesse sovrapposizioni di tracciati.

In Italia la prima linea realizzata è l’attuale Linea B della Metropolitana di Roma, iniziata alla fine del 1930 ma inaugurata solamente nel 1955. Oggi la rete più estesa è quella di Meropolitana di Milano che si sviluppa su circa 70 km e presenta 88 stazioni.

La metropolitana e la città

Dal punto di vista territoriale la metropolitana costituisce una grande opportunità di razionalizzazione, crescita e trasformazione per le aree urbane in termini fisici, economici, sociali. Uno degli elementi strategici è rappresentato dal fatto che la metropolitana minimizza le distanze effettive tra i luoghi, riducendole al tempo di percorrenza necessario per raggiungere la destinazione.

Questo aspetto apre questioni più generali riguardanti la riconosciuta centralità di alcune aree urbane, la cui distanza dal centro è bilanciata dalla possibilità di utilizzare un mezzo di collegamento veloce ed efficiente, e la progettazione architettonica e urbana dei luoghi di approdo. In questo quadro acquista particolare rilevanza, oltre al tracciato ferroviario, la localizzazione delle stazioni a servizio delle linee di trasporto. La loro ubicazione è generalmente legata alla necessità funzionale di soddisfare aree residenziali urbane o agglomerati di servizi ed attività terziarie. Nondimeno, le stazioni si configurano come elementi strategici di organizzazione e sviluppo di porzioni urbane da valorizzare, riqualificare, potenziare.

Emerge con evidenza il valore centrale delle stazioni, non tanto come nodi funzionali della rete del trasporto pubblico su ferro, quanto piuttosto come luoghi urbani significativi, che ricercano un legame con il contesto in cui vanno ad inserirsi.

Le stazioni: aspetti funzionali, tipologici, figurativi

Etimologia

In latino státia, luogo dove si sosta, da stare, star fermo, fermarsi; tecnicamente la stazione rappresenta un impianto attrezzato per la fermata e la sosta dei mezzi di trasporto, dove avviene il transito dei passeggeri.

Aspetti funzionali

Dal punto di vista trasportistico le stazioni della metropolitana, che si collocano in aree strategiche nella rete delle infrastrutture urbane, possono configurarsi come veri e propri nodi di scambio intermodale consentendo, al loro interno o nelle immediate vicinanze, il passaggio ad altro mezzo di trasporto (treno, bus, auto). In questo caso la funzionalità dell’insieme diviene più complessa e articolata, sia nei percorsi di accesso e distribuzione che negli impianti di servizio: pensiline, parcheggi ecc.

Negli ultimi anni, si tende a superare l’approccio ingegneristico al progetto della stazione, che prende in esame principalmente questioni tecnico-costruttivi e di correttezza funzionale del manufatto edilizio, per ricercare il valore architettonico e urbano della costruzione.

Le stazioni della metropolitana stanno mutando la loro destinazione primaria di elemento di servizio al trasporto e, arricchite di funzioni accessorie – attività commerciali, servizi urbani, spazi espositivi – acquistano maggiore specificità, collocandosi di diritto fra i nuovi luoghi collettivi del vivere contemporaneo. Esemplificativa è la stazione Louvre a Parigi che, costruita nel 1994, oggi serve quasi esclusivamente l’ingresso al Museo del Louvre ed il centro commerciale sotterraneo ad esso legato.

Molto diffusa di recente è, inoltre, la tendenza ad esporre opere d’arte all’interno dei luoghi della mobilità, con l’intento di renderli più attraenti promuovendo, anche, la conoscenza dell’arte nei confronto di un pubblico vasto. Gli atri, le banchine dei treni, i percorsi di distribuzione costruiscono, a volte, una sorta di museo permanente con un forte impatto identitario di un luogo rispetto all’altro. In Italia senz’altro significativo è il caso delle “Stazioni dell’Arte” nelle nuove linee della Metropolitana di Napoli. Ogni stazione, progettata da un architetto di fama internazionale, è differente dalle altre sia per ambientazione rispetto al contesto urbano, sia per il progetto di allestimento delle opere d’arte, finendo per costituire una tappa del viaggio nella città e del racconto artistico.

Aspetti tipologici e figurativi

Dal punto di vista tipologico le stazioni della metropolitana presentano diverse configurazioni, in relazione alla sede dell’infrastruttura (sotterranea, di superficie, sopraelevata), alla polarità del luogo in cui sono collocate, alla densità dei flussi di traffico, allo scambio con altri mezzi di trasporto. Generalmente le stazioni di superficie o sopraelevate sono costituite da pensiline di protezione sulle banchine dei treni e da fabbricati che coprono il dislivello tra piano del ferro e quota urbana. In alternativa si strutturano su un edificio-ponte, soprelevato sul fascio dei binari contenente al suo interno sia le strutture distributive che le quelle di servizio al viaggiatore.

La Metropolitana di Berlino è caratterizzata dall’avere molti tratti sopraelevati su viadotto o in superficie, anche in aree centrali della città. Più complessa tipologicamente e tecnologicamente è la stazione metropolitana in sotterranea, in cui l’accesso alle banchine dei treni, oltre a ricoprire un ruolo distributivo, diviene a volte un vero e proprio tema architettonico. 
Di grande importanza risulta, nella progettazione delle stazioni della metropolitana, il tema della sovrapposizione dei livelli distributivi e l’organizzazione di un unico grande ambiente che involucra al suo interno le diverse quote. E’ il caso della stazione Canary Wharf a Londra (1991-99) della nuova Jubilee Line che, elegante ed essenziale nelle sue forme, occupa l’intera profondità dello scavo. Spazi ampi, continui e facilmente percettibili nella massima illuminazione naturale. Il tipo architettonico richiama la struttura basilicale, con una fila centrale di colonne ellittiche, in cemento armato a vista, che divide le due direzioni dei binari in due ampie navate. 
Nella definizione architettonica delle stazioni della metropolitana, infine, uno degli elementi caratterizzanti lo spazio è rappresentato non solo dal progetto di arredo, ma anche della segnaletica esterna ed interna che, nella storia di queste strutture, ha spesso significato un segno distintivo di elevata qualità architettonica e grafica, a partire dagli ingressi della metropolitana parigina disegnati da Hector Guimard. 
Ne è esempio molto noto, in Italia, il progetto d’immagine e di arredo della Metropolitana di Milano curato negli anni Sessanta dallo studio Albini-Helg, dove la progettazione grafica della segnaletica è stata affidata a Bob Noorda. In Europa sono senza dubbio un riferimento il logo e la segnaletica della metropolitana londinese che, pur nelle numerose varianti subentrate negli anni, hanno mantenuto sostanzialmente inalterata la struttura e il carattere dei primi del Novecento.

Bibliografia

Edwards B., The modern station. New approaches to railway architecture, London, 1997, in «Casabella», allegato al 737/2005; Dal duemila al futuro. Architetture e infrastrutture per lo sviluppo a Napoli e in Campania, «Architectural Review», 1240/2000.

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